La prima seduta del consiglio comunale di Marchirolo con l’insediamento della nuova amministrazione guidata dal sindaco Emanuele Schipani se, da un lato, ha visto il giuramento del neo primo cittadino e la presentazione della giunta, dall’altro ha però registrato alcune criticità dovute a errori nelle convocazioni dei consiglieri da parte degli uffici di competenza.
A sollevare la questione è stato il capogruppo di “Marchirolo in Comune”, Marco Gilardi, sottolineando che al consigliere eletto Stefano Bozzolo non era giunta la comunicazione per prender parte alla seduta consiliare e chiedendone dunque la sospensione in quanto illegittima.
«Partecipare a un consiglio comunale non è come uscire a cena: – commenta il gruppo in una nota – non basta sedersi al tavolo e vedere solo allora cosa prevede il menù. I consiglieri comunali devono essere avvisati con un congruo preavviso previsto dalla legge e dai regolamenti, per permettere loro di studiare le carte e partecipare e votare al consiglio con la consapevolezza degli argomenti trattati. Purtroppo la maggioranza non ha permesso che ciò avvenisse».
Lo scorso lunedì, spiega “Marchirolo in Comune”, «quando i termini di convocazione dei consiglieri erano appena scaduti senza che il nostro consigliere Stefano Bozzolo avesse ricevuto alcuna comunicazione, abbiamo chiesto al Comune, che sosteneva di aver consegnato le notifiche a tutti i consiglieri, di esibire la ricevuta di avvenuta ricezione, prova ultima di ciò che affermava. Tale ricevuta non è stata esibita, perché inesistente». A quel punto – aggiunge il gruppo – «i consiglieri Gilardi e Fasulo hanno chiesto di spostare la data del consiglio, in modo da porre rimedio al problema. “Marchirolo in Comune”, in spirito di collaborazione, ha deciso di farlo prima del consiglio invece che tendere un’imboscata durante lo svolgimento dello stesso. Anche questa seconda richiesta è rimasta insoddisfatta».
Giunti alla serata di martedì 28 giugno, nella quale era stata programmata la seduta, il capogruppo Gilardi ha presentato una mozione di rinvio del consiglio spiegando che le convocazioni erano state parziali: «Persino il vice-segretario comunale ha ammesso che si sono riscontrati problemi nella trasmissione delle comunicazione – prosegue la nota – ma la maggioranza, ancora una volta, ha continuato sulla sua strada, anche se è stato dimostrato che non tutti i membri del consiglio sono stati avvisati entro i termini stabiliti dalla legge».
La seduta consiliare è stata in ogni caso portata avanti e la scelta dei gruppi di minoranza, sia “Marchirolo in Comune” sia “Marchirolo Alternativo” è stata quella «lasciare una seduta di un consiglio comunale che risultava essere illegittima, così come sarebbe illegittimo un matrimonio dove ci si dimentica di invitare uno degli sposi».
«“Marchirolo in Comune” ha detto fin da subito che avrebbe fatto un’opposizione leale, collaborativa e senza sconti. Nonostante l’arroganza e il disprezzo delle regole democratiche dimostrate dall’amministrazione in questo primo frangente, rimarremo fermi nel nostro intento. Certo, – conclude il gruppo consiliare – tale atteggiamento di violazione delle prerogative dei consiglieri non è stato e non sarà tollerato. Perché alla fine dei conti la considerazione è questa: quando si violano i diritti di un rappresentante del popolo, si violano i diritti del popolo».
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