Brezzo di Bedero | 26 Giugno 2022

Brezzo di Bedero, la siccità e il precedente: quando il paese restò senza acqua nella rete pubblica

L'episodio, raccontato dal sindaco Daniele Boldrini, risale al 2005. Il ruolo del Comune, quello dei cittadini e della politica. Più un progetto poi accantonato: usare l'acqua del lago

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Con lo stato di emergenza dichiarato due giorni fa dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, e dopo le numerose ordinanze emanate dai sindaci dell’alto Varesotto per fare fronte alla siccità che sta caratterizzando questo inizio di stagione estiva, ecco di seguito una storia che arriva dal territorio e che aiuta a comprendere meglio la situazione che le nostre comunità stanno affrontando.

(A cura del sindaco di Brezzo di Bedero, Daniele Boldrini) Ci furono alcuni casi di occasionale mancanza d’acqua nei primi anni 2000, tra cui la drammatica e caldissima settimana di giugno 2005, in cui lo svuotamento dei bacini provocò la totale assenza di acqua potabile nella rete pubblica.

L’emergenza fu affrontata grazie all’ammirevole disponibilità del personale del Comune e dei componenti del Consiglio comunale, nonché all’intervento dell’autobotte dei Vigili del Fuoco con il supporto del Gruppo di Protezione Civile di Laveno Mombello. In tanti ricorderanno la presenza, che era allo stesso tempo preoccupante e di conforto, dell’autobotte sul piazzale che solo poche settimane più tardi venne intitolato allo statista Aldo Moro, alla presenza della figlia Agnese.

Nell’anno 2008 il servizio acquedotto venne affidato al gestore Aspem SpA, che realizzò interventi immediati rimodulando gli impianti di pompaggio alle reali esigenze della rete idrica, con sensibile riduzione dei costi dell’energia elettrica.In aggiunta ad una maggiore garanzia della qualità dell’acqua, in relazione a possibili contaminazioni di natura chimica e soprattutto batteriologica (che spesso avevano imposto in passato l’emissione di ordinanze di utilizzo dell’acqua previa bollitura), la gestione da parte della società specializzata indirizzò l’approvvigionamento verso le falde al livello del lago, con importanti investimenti negli impianti di pompaggio, mantenendo comunque le sorgenti in quota, che avevano il notevole vantaggio di avere acqua “a caduta” di ottima qualità con costi molto contenuti, ma purtroppo senza la garanzia di quantità di acqua sufficiente per le esigenze del paese, soprattutto nei mesi estivi in presenza di numerosi turisti.

Proprio in quegli anni era in fase di studio un interessante e lungimirante progetto per l’utilizzo dell’acqua del lago, previo opportuno trattamento, con la realizzazione di un grosso impianto che avrebbe rifornito buona parte dei Comuni delle Valli del Luinese. Purtroppo gli studi di quel periodo non ebbero uno sviluppo progettuale concreto.

Al momento, in attuazione della famosa “Legge Galli”, la n. 36 del 1994, è finalmente partito il gestore unico provinciale del servizio idrico integrato (acquedotto, depurazione e fognatura), con la società Alfa srl, che porterà un sicuro miglioramento qualitativo del servizio e l’applicazione della tariffa unica per tutto l’Ambito Territoriale Ottimale.

Con riferimento al decreto del Presidente della Regione ed al suggerimento di adottare specifiche ordinanze sulla limitazione dell’uso dell’acqua potabile, al momento riteniamo sufficiente invitare la popolazione e i turisti ad adottare ogni accorgimento possibile per ridurre il consumo di acqua, evitando gli sprechi.

Confidando nella sensibilità e nel senso di responsabilità di ognuno, l’amministrazione comunale garantirà un costante monitoraggio della situazione, in collaborazione con il gestore del servizio idrico.

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