Montegrino Valtravaglia | 26 Giugno 2022

Bosco, Grantola e Montegrino salutano don Giovanni Giudici

Dal 2000 fino al 2015, quando è andato in pensione, è stato parroco di queste tre parrocchie. «Ora puoi passeggiare fra le tue montagne che tanto hai amato». Lunedì mattina i funerali a Bosco

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(a cura di Carolina De Vittori e Achille Locatelli) Don Giovanni Giudici ci ha lasciati giovedì sera, dopo alcuni giorni di malattia, per ritornare alla “casa del Padre”, come spesso lui diceva nelle sue omelie.

La sua vita sacerdotale è iniziata nel 1955 come suddiacono e l’anno successivo, il 28 giugno 1956, è stato ordinato sacerdote e destinato a Bovisio Masciago, dove ha avuto due incarichi: come coadiutore della Parrocchia di San Pancrazio dal 1957 al 1971 e poi come Parroco della Parrocchia di San Martino dal 1971 al 2000. Il 1° settembre del 2000 è stato poi nominato Parroco nelle Parrocchie di Grantola, Bosco e Montegrino, che ha retto fino al “pensionamento” nel 2015.

Amante della montagna, ha trasmesso a tanti giovani che accompagnava ogni anno in campeggio questa sua passione, unita all’incoraggiamento di saper affrontare e superare le difficoltà della vita, senza mai arrendersi. Ripercorrendo poi a grandi linee la missione di questo sacerdote possiamo ricordare una serie di iniziative che testimoniano la grandezza di un personaggio semplice, ma determinato, che ha lasciato un segno tangibile del suo operato non solo nelle persone che lo hanno conosciuto, ma anche nei luoghi che ha abbellito e conservato.

Bovisio Masciago gli ha dedicato un intero volume che racconta una grande parte della sua vita pastorale e dei suoi interventi sulla struttura del sacro edificio di San Martino, e solo il titolo “Un Prete buono tra noi” definisce la grande sensibilità e capacità di dialogo che ha sempre contraddistinto don Giovanni, in particolare nei confronti dei giovani.

Un grande impegno che ha continuato a portare avanti anche nelle tre nuove parrocchie della Valtravaglia, in collaborazione con alcuni volontari che lo hanno sostenuto nelle diverse situazioni. In particolare le sue iniziative per conservare la chiesa di Bosco sono state rivolte, oltre che alla sistemazione del tetto, della facciata e di alcune decorazioni interne, al restauro dell’antico organo, del settecentesco “Manto della Madonna” e di tre importanti tele del Seicento.

A Montegrino ha lasciato un ricordo tangibile del suo impegno nella bella vetrata di Carlo Rapp collocata sopra l’altare maggiore della chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio. A Grantola don Giovanni ha provveduto a iniziare la sistemazione dell’oratorio, oltre che a proseguire nell’organizzazione di campeggi estivi per centinaia di ragazzi.

I risultati encomiabili ottenuti resteranno negli anni a futura memoria di un sacerdote che ha “donato” la vita al totale servizio della sua missione e di coloro che hanno avuto la fortuna di essere stati suoi parrocchiani. «Buon viaggio don Giò, ora puoi liberamente passeggiare fra le tue montagne che tanto hai amato», commentano.

Si potrà salutare Don Giovanni da sabato 25 giugno nel “Santuario” di Grantola (chiesa del cimitero) e dal pomeriggio di domenica 26 giugno nella chiesa parrocchiale di Grantola, con recita del rosario alle 20.30. I funerali si svolgeranno lunedì 27 giugno alle ore 11.00 presso la chiesa di Bosco. Al termine la salma sarà tumulata nel cimitero di Bosco.

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