Brissago Valtravaglia | 11 Febbraio 2026

«Giancarlo ci ha lasciati, il suo amore per gli animali ha segnalato un diverso percorso uomo-natura»

«Esempio di coraggio e dedizione, ha trasformato una casetta nei boschi in un rifugio per centinaia di animali, guidato da dignità, solidarietà e un instancabile senso del dovere»

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(Da “Lo Svizzero del Canton TI” – Carlo Banfi) Negli ultimi recenti incontri, malgrado il male che fisicamente lo divorava dall’interno e debilitava, la sua delicata ma volitiva presenza mi testimoniava la forza che lo sorreggeva nell’anima. «Andiamo avanti» mi diceva sempre quando una difficoltà gli sbarrava la via.

Per i suoi fedeli compagni di viaggio era pronto a tutto: «Gli animali sono creature a cui appartiene dignità e rispetto, tocca a noi riconoscerlo».

Con tenacia ha lanciato il messaggio del Rifugio Animali Felici in Brissago Valtravaglia. E’ partito da una casetta in mezzo ai boschi per arrivare ad ospitare quasi 600 animali di ogni genere e specie. Lo ha sorretto l’amore e la condivisione della moglie Piera con la figlia Paola. La scomparsa prematura di quest’ultima ha creato il vuoto. Ma la signora Piera e il signor Giancarlo hanno continuato.

Li ha affiancati l’amica di famiglia signora Silvia Schorno, che si è prodigata per non lasciar mancare un sostegno a loro indispensabile. Il Rifugio, con l’aiuto dei volontari, ha dato anche lavoro a persone bisognose e i primi nell’elenco sono gli immigrati ucraini.

La signora Silvia mi ha rammentato che le donne ucraine hanno una forza e un carattere veramente ammirevoli. Nel Rifugio trovavano accoglienza anche uomini e donne che dovevano assolvere a qualche loro debito con la Giustizia e un addetto del Rifugio li accompagnava in questo percorso.

L’animo di Giancarlo era di una generosità a volte incredibile, questo lo ha portato anche a degli errori, ma credo a fin di bene. Nel suo agire non c’era un lucro ma il benessere per i nostri compagni di viaggio: gli animali. L’opera di Giancarlo si è creata spazio in Cantone e nell’intera Confederazione, come in Italia. Mo vorrei ricordarlo al suo inizio di questa impresa per il soccorso agli animali, quando il cammino era ancora lungo e le forze fisiche ammirevoli per realizzare un sogno che mano a mano si concretizzava.

Probabilmente i selvatici sentono la presenza – di là dal ruscello che mi fa da confine – delle bestiole del Maggi (nda Giancarlo Galli), un ex-funzionario della dogana svizzera. Capelli bianchi, guance rosse ed occhiali con montatura larga. Con un viso che abbozza il sorriso. Ti mette a tuo agio. Ma gli occhi e l’animo sembrano ancora indagare. Con indosso indumenti da divisa di frontiera, mai dismessa nel suo grigiognolo sfumato d’azzurro.

Nato in un paesino arroccato sulle falde del Generoso – non lontano da Mendrisio – dove tira aria tagliente d’inverno e fresca d’estate, il padre ferroviere lo ha mandato alla scuola delle guardie di frontiera e lì è cresciuto con l’innato senso del dovere e dell’appartenenza a una cultura di radici ataviche di semplicità e ordine.

Accasandosi con una ragazza di Luino ha acquisito la cittadinanza italiana. Ed avendo il Cantone dei beni immobili, tra cui anche una scuola professionale, di qua dalla frontiera, ne è diventato curatore. Fino ad arrivare a fregiarsi del titolo di Console onorario dell’ambasciata di Milano per perorare gli interessi dei suoi compatrioti dislocati ormai numerosi nelle nostre valli.

Fervido appassionato di numismatica e filatelia, suo inconscio e inestimabile desiderio era quello di imbattersi in un francobollo diviso in diagonale, con l’effigie di Mussolini da una parte e del compare Adolfo dall’altra. Come gli era capitato di completare la sua raccolta di franchi in argento con due monete che gli aveva buttato là sotto il naso un tale che stava sdoganando merce in un ufficio di frontiera. O forse quel francobollo ce l’aveva già!

Con la pensione si è dedicato agli animali di ogni specie e in particolare ai suoi gatti: ne ha più di cento. Il Marion – uno dei tanti – ha attraversato il ruscello che divide le nostre proprietà e non è più rientrato tra quella ciurma.

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