Maccagno con Pino e Veddasca | 18 Giugno 2022

C’è una pista svizzera per il cadavere ritrovato tra Zenna e Maccagno

I carabinieri della Compagnia di Luino e le forze dell’ordine elvetiche continuano a indagare per cercare di ricostruire la dinamica dei fatti. Ieri l’autopsia sul corpo della donna

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Fare luce sull’identità della donna ritrovata nel tardo pomeriggio di giovedì 16 giugno, senza vita, nelle acque del lago Maggiore tra Zenna e Maccagno: le forze dell’ordine italiane e svizzere stanno lavorando alacremente, in queste ore, proprio per raggiungere questo obiettivo.

Nella giornata di ieri è stata effettuata l’autopsia sul cadavere della donna – trasportato a Varese dopo esser stato recuperato dagli operatori della Guardia Costiera e dagli specialisti del Soccorso Acquatico dei vigili del fuoco – per approfondire le cause del decesso e iniziare a mettere in fila alcuni elementi utili per poter ricostruire quanto accaduto.

Nel frattempo i carabinieri della Compagnia di Luino e le forze di polizia elvetiche stanno collaborando gomito a gomito per visionare tutti i filmati degli impianti di videosorveglianza – sia sul territorio italiano che su quello svizzero – per verificare se vi siano ulteriori tracce da seguire nel prosieguo delle indagini.

Una delle piste che vengono tenute in considerazione in questo momento, porta a una donna di Losanna di 68 anni – età che corrisponderebbe all’incirca a quella della salma ritrovata sul Verbano – per la quale le autorità cantonali avevano diramato, alcuni giorni fa, l’annuncio di scomparsa dopo l’ultimo avvistamento avvenuto a Capolago, dove la 68enne avrebbe dovuto prendere il treno per salire al Monte Generoso.

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