Maccagno con Pino e Veddasca | 5 Giugno 2022

Addio ad Armando Piazza, storico Maestro del Corpo Musicale di Veddasca

L'uomo, che è spirato all'età di 102 anni, ha allevato generazioni di giovani. I funerali domani, lunedì 6 giugno, alle ore 15.30 ad Armio. Il sentito e commovente saluto dei suoi allievi

Tempo medio di lettura: 4 minuti

(Foto © Salvatore Benvenga) Sabato 4 giugno ci ha lasciati, all’età di 102 anni, Armando Piazza, storico Maestro del Corpo Musicale di Veddasca.

La sua vita dedicata alla Banda e la sua figura di educatore di giovani resterà sempre nella memoria di coloro che l’hanno incontrato e che da lui hanno ricevuto insegnamenti di vita e la passione della musica.

I funerali si terranno lunedì 6 giugno alle ore 15.30 presso la Chiesa Parrocchiale di Armio in Val Veddasca.

Ecco un ricordo dei suoi allievi, inviatoci da Mauro Catenazzi.

Se n’è andato, alla ragguardevole età di 102 anni, Armando Piazza. A molti questo nome non dirà quasi nulla ma per molte generazioni di abitanti della Val Veddasca ha voluto dire una sola cosa: la Banda musicale.

La passione per la musica che lo contraddistingueva lo ha portato, nel corso della sua vita, ad essere prima musicista e poi maestro del Corpo musicale di Armio. È stato maestro in molti sensi, non solo sotto il punto di vista della direzione della banda: è stato maestro di vita, maestro di note e di musica, maestro di socialità, maestro di amicizia, maestro di ottimismo, maestro di tutte quelle qualità positive che sono incarnate spesso e volentieri dagli uomini di montagna.

Armando ha allevato generazioni di allievi, insegnando loro pazientemente il solfeggio, accompagnandoli ad imparare a suonare uno strumento musicale e dedicando un tempo infinito affinché crescessero come uomini e come amanti della musica.

Quando si parla di musica si pensa ad esecuzioni ad alto livello, a concerti sublimi, ma con Armando si era introdotti in un mondo semplice ma espressivo alla massima potenza, quello costituito dal fenomeno bandistico, da queste aggregazioni di persone che, spinte da un’unica passione, quella della musica, si uniscono e danno con il loro apporto un senso di gioia e di festa alle varie ricorrenze che durante l’anno costellano il calendario della Valle. Significa sentire in lontananza le note festose della banda che arriva e che avvicinandosi, in un crescendo, porta emozioni e suoni unici, inconfondibili. I suoni delle trombe, dei bassi tuba, del tamburo, dei piatti che squillano e dei clarinetti che zufolano hanno fatto da sottofondo alle feste popolari, alle sagre ed alle ricorrenze religiose e civili.

Armando ha saputo essere una delle anime di queste manifestazioni, portando in esse l’anima della banda. Per numerosi decenni è stato il punto di riferimento è l’artefice di questo miracolo musicale popolare, almeno per quanto riguarda la Val Veddasca. Per tutti noi, ragazzi nati negli anni ‘70, Armando ha fatto da nonno, uno di quei nonni amorevoli e bonari che sapeva però essere esigente e severo nello stesso tempo.

Per uno strano scherzo del destino, quello con la D maiuscola, Armando è morto di sabato, proprio lo stesso giorno da lui per anni dedicato alla scuola allievi musicale.

Armando, sei stato un maestro di vita è un maestro di musica, ti ricorderemo per sempre così con la tua bacchetta e la tua capacità di guidare una squadra particolare: la banda.

Chi può dimenticare le ore passate i sabati pomeriggio ad imparare il solfeggio e ad apprendere i primi rudimenti di uno strumento; o le prove pomeridiane che si svolgevano in posti improbabili, negli scantinati degli uffici comunali o della vecchia cooperativa; le ansie e le preoccupazioni ogni volta che ci si doveva incontrare per un servizio musicale e la giornata non prometteva bene e allora tu, Armando, ti svegliavi alle 6 di mattina a scrutare il cielo per intuire o immaginare se ci sarebbe stato il sole o la pioggia, proprio come facevano i vecchi indiani d’America ascoltando con l’orecchio il terreno per capire se arrivava il treno. E tu da ferroviere in pensione te ne intendevi bene, di treni e di musica.

Se la guida di un gruppo, il leader, è tale lo si vede anche se, nel tempo, gli insegnamenti e quanto seminato hanno generato frutti. Nel tuo caso, caro Armando, tutto quello che hai dato e donato è piantato stabilmente nei nostri cuori e nelle nostre vite, dà frutto quotidianamente in quanto si è radicato a fondo, come l’evangelico chicco di grano che ha trovato terreno fertile. E non è merito certo del terreno, a cui è bastato solo osservare quello che ci ha insegnato con i fatti e con la tua costanza.

Sarai ricordato da tutti anche per un’altra ragione, secondaria ma particolare. Hai raggiunto un significativo traguardo, quello della longevità. In Val Veddasca infatti, pochi hanno raggiunto il secolo di età. Con i tuoi 102 anni compiuti a gennaio, hai superato e staccato, lasciandolo stabilmente al secondo posto di questa singolare classifica, un centenario di Cadero. Sei stato unico anche in questo.

Eh sì Armando, ti abbiamo conosciuto che avevamo i calzoni corti e facevamo le scuole elementari, ci hai accompagnati nella nostra adolescenza e nel diventare uomini, sei stato con noi fino ad oggi e anche con il tuo silenzioso esempio degli ultimi anni sei stato per noi un punto di riferimento.

Ti diciamo solo grazie!

Noi tutti che ti abbiamo voluto bene ti accompagniamo idealmente con una bandella, sulle note di Oh When The Saint Go Marching In, fino alle porte del Paradiso.

Adesso, caro Armando, sarai già in cielo dove i cori degli Angeli suonano una bellissima musica. Li ascolterai e vedrai che, al contrario di noi tuoi allievi, non incespicheranno tra crome e semicrome, ma allieteranno la tua anima in eterno con quelle note cui tu hai dedicato la vita. E noi, tramite te, abbiamo imparato che qualche volta, grazie alla musica, il cielo si può trovare anche qui sulla Terra.

I tuoi allievi della Val Veddasca

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Una risposta a “Addio ad Armando Piazza, storico Maestro del Corpo Musicale di Veddasca”

  1. Salvatore Benvenga ha detto:

    Mauro Catenazzi ha saputo riassumere in modo efficace il comune sentire. Armando Piazza era (aggiungo) un gentiluomo d’altri tempi. Cordiale,sensibile,generoso e uomo devoto. Amava la musica e la faceva amare. Negli anni,l’ho ritratto diverse volte con la sua banda,durante le feste civili e religiose. E credo che questa foto che lo vede marciare in testa col suo caratteristico all’ombra sia rappresentativa dell’uomo. Ciao Armando,che la terra ti sia lieve.

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