Nonostante l’isolamento di Monteviasco dal lontano novembre 2018 quando, in un incidente alla funivia durante un intervento di manutenzione, è spirato Silvano Dellea, oltre ai turisti e agli appassionati di montagna che continuano a visitare il borgo, soprattutto in primavera ed in estate, è grande il lavoro di alcuni volontari che quotidianamente cercano di continuare a valorizzare una tra le località più caratteristiche dell’alto Varesotto.
Tra questi senza dubbio c’è l’associazione “Monteviasco – Borgo e Natura” che, nata lo scorso anno, in questo periodo si è impegnata strenuamente per rendere il borgo più attrattivo non solo con interventi di pulizia e manutenzione, ma anche con l’abbellimento delle stradine grazie al posizionamento di una marea di fiori rossi, estivi, come i gerani.
In aggiunta a questo, però, un aspetto fondamentale è la sicurezza e la cura degli abitanti del posto e anche dei tanti avventori che arrivano a Monteviasco. «Questo lo possiamo garantire solo pensando alla salute delle persone – esordisce il presidente dell’associazione Marco D’Agostino -. Così abbiamo pensato di impegnarci per riuscire a posizionare nel centro del borgo un defibrillatore».
Detto fatto. L’attrezzatura sanitaria sarà installata, all’interno di una teca riscaldata per l’inverno, nei pressi del ristorante “Il Vecchio Circolo” di Roberto e Barbara, gli unici ad aver tenuto aperto il locale in questi anni anche se il borgo è raggiungibile solo percorrendo a piedi gli oltre 1.200 gradini della mulattiera.
Così, sabato 4 giugno, alle ore 12.30, ci sarà l’inaugurazione del defibrillatore con la benedizione di don Giuseppe Cadonà, noto sacerdote del territorio luinese, al quale seguirà un aperitivo offerto ai presenti dall’associazione, proprio nei pressi del ristorante.
«Siamo felici di questo bellissimo gesto – dichiara il presidente – e un grazie particolare va alla M&T PLAST srl e alla SIM meccanica Srl di Ternate, in particolare a Francesco Peschechera, che è legato da anni al borgo, e a Tiziano Zocchi, che ci hanno sostenuto ed aiutato per acquistare il defibrillatore. Siamo grati anche all’associazione “Sessantamilavitedasalvare Altomilanese”, che ci ha permesso di reperire l’attrezzature sanitaria».
«Per l’associazione è un piccolo ma grande traguardo – conclude D’Agostino -, che ci permette così di rendere il borgo più sicuro, garantendoci la possibilità di intervenire per le prime cure sul posto, in caso di necessità, sperando che il defibrillatore non debba mai servire».
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