«Servono scelte etiche in campo ambientale, in linea con quanto previsto dalla legge per la salvaguardia del patrimonio verde». E’ la posizione di un gruppo di cittadini di Laveno Mombello, espressa in una lettera inviata al sindaco Luca Santagostino. Tema, la gestione del patrimonio botanico, rapportata ad una serie di interventi che parte della popolazione dichiara apertamente di non aver apprezzato.
In primis l’abbattimento del 50% di alberi pregiati (alberi di canfora e magnolie) nel parco delle Torrazze, seguito da opere in cemento – con successiva copertura in materiali sintetici – a Cerro, che avrebbero portato a sacrificare circa un terzo della superficie di prato posta di fronte al lago, e dall’abbattimento di un tiglio sempre in zona Cerro, «in un punto, con vista sul lago e sul porto, dove si è verificata una forte alterazione paesaggistica, non giustificata dalla relazione botanica dell’agronomo incaricato», viene sottolineato attraverso la lettera inoltrata al primo cittadino.
Scelte, quelle compiute dall’amministrazione comunale, etichettate come anacronistiche dagli autori della missiva, che evidenziano inoltre l’alterazione irreversibile di parti del territorio comunale, per di più nella fascia litoranea del paese, in zona di tutela paesaggistica.
Due le richieste rivolte in conclusione al sindaco: un maggior controllo sulle aziende che collaborano con il Comune, per quanto concerne la progettazione e la realizzazione di interventi che hanno a che fare con il verde, e un maggior coinvolgimento della comunità – tramite incontri pubblici – quando le opere in programma sono destinate ad impattare in maniera radicale sull’ambiente.
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