Sin dalle prime ore dell’alba, questa mattina, è iniziato lo sgombero dell’edificio di via Ceretti, stradina a ridosso di uno dei due passaggio a livello a Laveno Mombello. Si tratta di uno stabile di proprietà della Provincia di Varese, che ha seguito le operazioni da vicino insieme all’amministrazione comunale, alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco.
Da parecchio tempo, infatti, la struttura abbandonata era stata occupata da diverse persone irregolari sul territorio, uno di loro con un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale sulle spalle, e da due cittadini italiani senza fissa dimora. Negli ultimi mesi, diverse volte, si erano verificati episodi di violenza e colluttazione, che spesso avevano comportato l’intervento degli operatori del 118 e dei carabinieri della Stazione di Laveno.
Per questa ragione l’amministrazione guidata dal sindaco Luca Santagostico aveva chiesto, a più riprese, l’intervento della Provincia di Varese, inviando alcune comunicazioni direttamente alla Prefettura. Così, dopo alcuni sopralluoghi, due settimane fa è stato fissato il giorno dello sgombero, avvenuto proprio questa mattina, nel quale sono stati identificati anche alcuni uomini che successivamente sono stati trasportati in caserma. All’interno dei locali, oltre ad ogni tipo di escremento riverso per terra, sono state anche trovate sostanze stupefacenti.
«I problemi sono iniziati sin dalla scorsa estate – commenta il sindaco Luca Santagostino -, quando si è verificata una rissa tra gli occupanti, alla quale ha fatto seguito una sparatoria avvenuta a Mombello. La realizzazione di AlpTransi prevede l’abbattimento del palazzo, ma era fondamentale intervenire al più presto per risolvere questa situazione di degrado e pericolo per la comunità».
«Ci siamo così impegnati per una chiusura dell’edificio più strutturata – continua il primo cittadino -. Con i consiglieri provinciali Alberto Barcaro e Sergio Ghiringhelli e il responsabile dell’Area Tecnica di Villa Recalcati ci siamo confrontati a lungo. In questo modo abbiamo deciso di chiudere sei accessi al palazzo, realizzando muri e grate per impedire il passaggio e l’entrata all’interno. Oltre a questo, poi, sono stati chiusi tutti i contatori (acqua, gas ed energia elettrica). Un ringraziamento in particolare ai carabinieri della Stazione di Laveno, ai carabinieri forestali, alla Polizia locale, alla squadra Cinofila dell’Arma, ai vigili del fuoco di Luino e, non da ultimi, anche agli operatori della Croce Rossa del Medio Verbano».
Soddisfatto per il lavoro anche il consigliere provinciale delegato alla Sicurezza, Alberto Barcaro. «Non abbiamo predisposto l’abbattimento perchè questo avverrà tra qualche mese, durante la realizzazione della linea AlpTransit. Nel frattempo, però, con l’amministrazione comunale e i carabinieri abbiamo deciso di posizionare muri e grate, per evitare l’accesso nell’area. Sono state staccate le utenze a monte e entro domani saranno abbattuti alcuni balconcini, ballatoi e terrazzine, tra il primo e il secondo piano. In questo modo sarà impossibile per queste persone tornare ad occupare l’edificio. Un grazie a tutti gli operatori impegnati in questi giorni».
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