Riceviamo e pubblichiamo un breve scritto del cavalier Giovanni Lusa, ospite della Fondazione Monsignor Comi, dedicato al 25 Aprile, Festa della Liberazione.
L’evento che ci apprestiamo a celebrare ricorre in una data che non dobbiamo dimenticare.
Tanti altri eventi altrettanto meritori di essere celebrati e ricordati dobbiamo ricordare, ma il ventennio seguito dalla sciagurata guerra che ha portato la più grande sventura del XX secolo e l’occupazione da parte di truppe straniere che, nei territori da loro occupati, hanno portato deportazioni, terrore e repressione.
Noi, in particolare coloro che hanno vissuto nel periodo di occupazione, facciamo tesoro della libertà di cui usufruiamo, “diritto inalienabile di ogni essere umano” di cui nessuno può arrogarsi il privilegio di privare qualsiasi individuo.
E ogni responsabile abbia ad adoperarsi affinché cessi il genocidio della guerra in atto in Europa e che l’Altissimo in cui ognuno crede illumini le menti dei tutori della pace nel mondo e faccia cessare quanto sta accadendo.
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