La querelle politica legata al ruolo delle Commissioni continua senza sosta a Luino. Dopo le critiche di Andrea Pellicini, consigliere comunale di “Sogno di Frontiera”, a stretto giro era arrivata la replica del sindaco Enrico Bianchi, che rimandava al mittente le accuse. Nel frattempo, però, ad inserirsi nel dibattito è stato anche un altro consigliere di minoranza, Davide Cataldo (#Luinesi), il quale a sua volta ha espresso “incredulità per l’inadeguatezza istituzionale”.
E così, a prendere parola oggi, con un suo personale commento politico è Alessandro Franzetti, che ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio comunale prima dell’attuale, Fabrizio Luglio, e del suo predecessore, Davide Cataldo. “Sono deluso per l’atteggiamento delle minoranze del Comune di Luino sul ruolo delle commissioni consiliari. Mi ero esposto pubblicamente (insieme ai consiglieri Cataldo e Casali) per chiedere a Fabrizio Luglio, che rivestiva il doppio incarico di presidente del Consiglio Comunale e di presidente della commissione Bilancio e Affari Generali di dimettersi da quest’ultima. Avevo persino proposto che il suo ruolo fosse assunto da Franco Compagnoni, vicepresidente della commissione in oggetto”.
“Ora che finalmente Luglio si è dimesso da numero uno della commissione e che la maggioranza ha offerto la presidenza della commissione alle minoranze, le stesse continuano a stare sull’Aventino, impedendo lo svolgimento dei lavori e accusando il sindaco Bianchi di essere antidemocratico. Trovo l’atteggiamento di tutte le minoranze assolutamente fuori luogo e non lo condivido per nulla“.
“Apprezzo molto la disponibilità al dialogo offerta dall’amministrazione luinese alle minoranze – continua Franzetti -. Rimango basito per questo stallo, che è dovuto a meri calcoli elettoralistici di chi siede sui banchi dell’opposizione. Bene ha fatto il sindaco Bianchi a dire che non sta scritto da nessuna parte che la commissione Territorio debba essere assegnata alle minoranze, e che il Bilancio è ugualmente importante. Sono sicuro che se ora la maggioranza assegnasse tale presidenza a un suo esponente pioverebbero critiche strumentali di antidemocraticità”.
“Forse qualche consigliere di minoranza, poiché molti probabilmente non verrà candidato al Parlamento come sognava, è in difficoltà e non vede con lucidità la questione. Oppure più semplicemente le minoranze sono consce che la giunta Bianchi sta governando bene raggiungendo molti obiettivi e non sanno come opporsi. Ma questi aspetti non dovrebbero prolungare di un solo minuto questo inaccettabile stallo istituzionale, che da ex amministratore e da cittadino che ama Luino ritengo assolutamente inaccettabile”, conclude Franzetti.
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