(Foto e video di Emanuela Sartorio) Commozione tra amici e parenti, sguardi bassi, silenzio assordante e voci rotte dalle lacrime, mentre il cinguettio degli uccellini sugli alberi cercava di rendere più “dolce” un’atmosfera triste e surreale: questo si respirava questa mattina in Chiesa a Mesenzana, per l’ultimo ed emozionante saluto ai piccoli Giada e Alessio, uccisi per mano del padre una decina di giorni fa.
Una folla di persone ad attendere davanti l’ingresso le salme: presenti tanti bambini e ragazzini, amici e compagni di classe dei due fratellini, che hanno voluto dedicare loro pensieri e foto ricordo nei cartelloni posizionati fuori dalla chiesa: “Nessuno muore se vive nel cuore di chi lo ama“, “Brillate in cielo per noi, ora siete le stelle più belle dell’universo“, “Oggi siamo qui per Giada e Alessio, e per tutte quelle persone che non hanno avuto l’opportunità di vivere la propria vita che gli era stata concessa“.
Oltre alle centinaia di conoscenti, amici e familiari, che hanno riempito la chiesa, ai funerali erano presenti anche il colonnello del comando provinciale di Varese, Gianluca Piasentin, il capitano della Compagnia di Luino, Alessandro Volpini, il presidente della Comunità Montana Valli del Verbano, Simone Castoldi, e numerose altre autorità e istituzioni del territorio.
Sono stati i carabinieri e i volontari della Protezione civile ad ad accogliere le bare dei piccoli prima della Santa Messa, momento nel quale hanno parlato sia la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “E. Zuretti”, Katia Fiocchetta, che il sindaco di Mesenzana, Alberto Rossi.
“Non ci sono parole per descrivere questa tragedia che ha colpito una intera comunità – ha spiegato commossa la professoressa Fiocchetta -. Mi rivolgo a chi rimane: ragazzi e ragazze dovete continuare a credere nell’amore, nella solidarietà e nella bellezza della vita. Quando ci sono problemi e preoccupazioni ditele agli adulti di riferimento, solo così potrete essere un domani adulti sereni e capaci di infondere solidarietà, bellezza e amore. Voglio ricordare Alessio e Giada sorridenti a scuola, insieme a compagni e insegnanti, dediti alla loro passioni, rugby e equitazione. Abbraccio la mamma a nome dell’intera comunità scolastica”.
Scosso anche il sindaco Alberto Rossi: “La fascia che porto oggi simboleggia il dolore che sta provando Luana, la famiglia e tutta la comunità, ma vuole essere anche un simbolo di solidarietà. Vogliamo dire a Luana che non è sola e che i suoi figli non saranno dimenticati. Come amministrazione vorremmo intitolare ai bambini la parte pubblica antistante all’Istituto ‘Zuretti”.
Tanti bambine e bambini dentro la Chiesa che, prima delle esequie, entravano ed uscivano per portare mazzi di fiori in loro ricordo. Insieme a loro qualche ragazza, con voce rotta dal pianto, ha letto un ricordo per Giada e Alessio: “Giada era già una donna, aveva un carattere duro e perseverante. Il loro sorriso accompagnerà sempre la loro mamma (presente insieme ai familiari, ndr) e tutti noi: voi sarete sempre qui a un passo dal cuore”, parole concluse tra gli applausi sia dentro che fuori la Chiesa.
Sentita anche la predica di don Michele Ravizza: “Ci portiamo dentro da tanto giorno questa domanda, perché? La stessa che ha fatto Gesù sulla croce, Dio mio perché mi hai abbandonato? Una risposta non c’è è una domanda che continuerà a risuonare. Non c’è risposta. Questa domanda deve rimanere così in sospeso, abbiamo un’altra domanda che ci rimane dentro e a cui possiamo trovare un abbozzo di risposta. Come faremo ad andare avanti, a vivere la nostra vita, come rimarremo cambiati tutti noi da quanto è successo?”.
“Dobbiamo dare uno sguardo al futuro – ha continuato il parroco -, ci ritroveremo con Giada e Alessio, quando sarà il momento ci rivedremo faccia a faccia e contempleremo i loro volti illuminati dal Signore, saranno ancora più belli. È un’attesa che ci dà una speranza, come andare avanti verso l’incontro, senza accelerare, ma con quella gioia che dice che abbiamo voglia di rivederli e abbracciarli”.
“E poi c’è lo sguardo al presente – ha proseguito don Michele -. La sofferenza non ce la toglie nessuno, non sappiamo cosa domandare, come pregare. Ci mettiamo alla presenza del signore in quel silenzio che custodisce i loro volti, le loro parole e anche il dolore, che è una ferita che non andrà via. Rimarrà una cicatrice che segna. Non è facile in questo momento dire che ci sentiamo amati da Dio, ma credendo nella risurrezione sappiamo che Giada e Alessio sono là con lui. E se sono nelle braccia del Signore sappiamo che anche noi siamo voluto bene. Adesso dobbiamo sentire che il Signore è qui e intercede per noi, non ci abbandona”.
“La presenza di tanti di noi oggi, nei giorni passati e in futuro – ha concluso don Michele -, ci indicano una presenza del Signore che si fa carne nelle persone che visitano, ascoltano e sanno stare in silenzio. Noi abbiamo il cuore di pietra, indurito, fatichiamo a scioglierlo, ma le parole del Signore arrivano a scaldarli”.
All’uscita dei piccoli dalla Chiesa, la folla li ha accolti con un grande applauso e con palloncini colorati, rosa, azzurri, rossi e a forma di cavallo, dei compagni di equitazione di Giada e di rugby di Alessio. Tanti i piccoli, mano per mano con i loro compagni, le loro mamme e papà, che camminando alla fine dei funerali hanno raggiunto il piazzale, per poi dirigersi in corteo verso il cimitero, dove i piccoli sono stati seppelliti sulle note di “Mantieni il bacio” di Michele Bravi e di “Ovunque Sarai” di Irama.
Qui vivranno in eterno grazie al ricordo profondo e sentito di tutta la comunità.
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