Luino | 19 Marzo 2022

Il ricordo di Michele Scarponi emoziona Luino: «Abbiamo voluto raccogliere la sua traccia»

Ieri sera l’incontro con il fratello del corridore scomparso nel 2017 sui temi di mobilità e sicurezza e questa mattina una bella pedalata in centro con tanti bambini

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“La strada è di tutti, a partire dal più fragile”: è questo il motto della Fondazione Michele Scarponi. Un motto che è soprattutto una scelta di vita vera e propria, messa in pratica tra mille fatiche giorno dopo giorno.

Perché da quell’aprile del 2017 in cui Scarponi – ciclista professionista ancora in attività e fresco di vittoria in una tappa del Tour of the Alps – si è aggiunto al triste elenco delle vittime di violenza stradale, la traccia che ha lasciato e continua a lasciare grazie alla fondazione che porta il suo nome è viva, forte e attraversa tutta l’Italia.

Ed è grazie al fratello Marco, alla sorella Silvia, a papà Giacomo, a mamma Flavia e a tutti coloro che hanno conosciuto e amato Michele – sulla bici e non – che, una pedalata dopo l’altra, il desiderio di una sensibilizzazione sempre maggiore verso la cultura della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale si fa sempre più concreto, benché le difficoltà non siano affatto poche.

Il racconto di tutto ciò che la Fondazione porta avanti dal 2018, ma anche dell’uomo che era Michele Scarponi – sempre sorridente, pronto alla battuta, estremamente disponibile, capace di vincere quanto di sacrificarsi per un capitano come, ad esempio, Vincenzo Nibali – è stato protagonista della giornata di ieri, venerdì 18 marzo, sul palco del Teatro Sociale di Luino.

Dialogando con il giornalista Sergio Gianoli, insieme all’assessore Ivan Martinelli, Marco Scarponi ha saputo trasmettere – in mattinata a una platea di 200 studenti delle superiori e in serata alla cittadinanza – sentimenti profondi ed emozioni, ma anche un pizzico di quel “cambio” di passo sempre più necessario per fare della strada uno spazio che sia davvero a misura di tutte le categorie di utenti. Uno spazio in cui non vige la legge del più forte, ma dove si convive e ci si rispetta.

Proprio in vista di questo obiettivo sono due, in particolare, i progetti che la fondazione – che nel Varesotto è rappresentata da Albino Rossetti, anche lui fra i promotori dell’evento luinese – sta sviluppando e che vengono sostenuti grazie ai proventi delle iscrizioni (ma non solo), entrambi dedicati alle giovani generazioni.

Il primo è la nascita della scuola di ciclismo intitolata a Michele che avrà sede a Filottrano, nelle Marche. Una scuola che non si occuperà solo dell’insegnamento della pratica sportiva, ma che avrà anche un focus ben preciso proprio sulle tematiche di sicurezza e mobilità: «La bicicletta è uno strumento culturale – ha affermato Marco Scarponi – Attraverso la bici, infatti, possiamo insegnare ai ragazzi come si diventa dei veri cittadini e a partecipare alla vita vera di una comunità».

Un fil rouge, quello della cultura della bicicletta, che attraversa anche il secondo progetto, ovvero quello di portare l’educazione alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale nelle scuole. Farsi ascoltare e ascoltare i ragazzi, che durante gli incontri tenuti in questi anni in tutta Italia hanno sempre risposto in maniera forte agli stimoli provenienti dalla storia e dalla carriera agonistica di Michele e dalle tematiche affrontate, è senz’altro il primo passo per iniziare a cambiare il modo di vivere la strada, anche se – come ha sottolineato chiaramente Scarponi – è ancora più importante che siano gli adulti a dare l’esempio. In famiglia, certo, ma anche nella società.

«Raccontare Michele, soprattutto ai giovani, è un’esperienza che trasmette un messaggio molto bello», ha chiosato il fratello del corridore nel ringraziare l’amministrazione luinese per aver voluto portare questi temi nella cittadina lacustre. E trovarsi a parlare di questo, come ha sottolineato l’assessore Martinelli manifestando la piena intenzione di non lasciar cadere l’attenzione e l’impegno su tali argomenti, «è davvero un segno, una traccia: quella che Michele ha lasciato e che anche noi abbiamo voluto raccogliere».

E per raccoglierla fino in fondo, l’iniziativa non poteva non concludersi in sella: questa mattina, infatti, una bella pedalata lenta ha preso il via da piazza Chirola, al Parco a Lago, con la partecipazione non solo di cicloamatori e appassionati, ma anche di tanti bambini che, insieme ai loro papà – nel giorno della festa loro dedicata – hanno voluto mettersi in gioco e divertirsi “prendendosi la strada”, grazie al supporto della Polizia locale e della Protezione civile che hanno reso sicuro il breve percorso attraverso le vie del centro città.

«Michele diceva sempre “Inseguite un sogno, che magari si realizza”: il nostro sogno – ha concluso Marco Scarponi nell’esprimere il proprio ringraziamento a Luino per l’ospitalità di questi due giorni – è una strada di pace, dove tutti, soprattutto i bambini, possano muoversi in totale sicurezza».

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