Volti emozionati, qualche lacrima di gioia e la consapevolezza di aver lavorato per quasi un anno al fianco delle persone, garantendo loro di poter tornare lentamente alla normalità dopo il periodo di grande difficoltà dovuto alla pandemia, che ha mietuto, purtroppo, centinaia di migliaia di vittime nel mondo.
Era questa l’atmosfera che si respirava questa mattina all’Hub vaccinale di Rancio, aperto lo scorso 3 aprile, che in undici mesi è riuscito a somministrare, grazie all’impegno delle aziende sanitarie, delle autorità, delle istituzioni, e soprattutto di infermieri, medici e volontari, oltre 300mila vaccini (un milione in tutta la provincia).
Oggi l’appuntamento era doveroso per tutte quelle persone che sono state impegnate quotidianamente, al fine di ringraziarle a nome della comunità dell’alto Varesotto. La conferenza stampa, introdotta dalla responsabile dell’ufficio stampa dell’ASST dei Sette Laghi, Francesca Mauri, è iniziata proprio sotto il segno dei ringraziamenti, partendo dal marzo 2020, quando le istituzioni regionali, a Milano, si sono intersecate agli enti e alle autorità locali, come ATS Insubria, ASST dei Sette Laghi, Comunità Montana Valli del Verbano, i carabinieri della Compagnia di Luino e le decine e decine di associazioni di volontariato.
“Quello di oggi è un momento importante ed emozionante – esordisce Gianni Bonelli, direttore dell’ASST dei Sette Laghi -, ho visto anche qualche lacrima, sintomo del fatto che c’è stato un grande attaccamento a questo centro da parte degli operatori e delle istituzioni. Una cavalcata durata quasi un anno con dieci linee vaccinali e oltre 300mila somministrazioni. Ci sono stati momenti di difficoltà ma abbiamo affrontato tutto grazie un lavoro ed uno sforzo enorme a livello interistituzionale, partendo dal presidente di Comunità Montana Simone Castoldi, una figura fondamentale, così come quella del colonnello Gabrielli, dell’Arma dei carabinieri, della Protezione civile e dei volontari. Tutto questo ha permesso di rafforzare la partnership con il terzo settore”.
Due le dimensioni importanti per permettere tutto questo a livello organizzativo, quella visibile sul campo garantita dal lavoro instancabile di medici, infermieri e volontari, e l’altra, meno visibile, con l’impegno di tecnici, ingegneri, geometri, informatici e amministrativi. “Tutto è stato programmato al meglio, la macchina ha funzionato in modo ottimale, anche grazie al lavoro del direttore sanitario Alessandro Mazzoleni”, ha aggiunto Bonelli.
I ringraziamenti sono arrivati da tutte le persone intervenute, come il direttore dell’ATS Lucas Maria Gutierrez, che ha affermato quanto sia fondamentale come il sistema sanitario regionale sia prossimo alla popolazione e che il centro di Rancio è stato un esempio di grande efficenza, con l’ausilio di tutti gli attori coinvolti. Dello stesso parere anche il presidente di Comunità Montana Valli del Verbano, Simone Castoldi: “Ci abbiamo messo tutti il cuore, a partire dai militari che nello scorso marzo hanno installato il capannone. Abbiamo creato una grande famiglia, compreso il personale sanitario e i volontari. L’Hub ha funzionato, è stata un’esperienza unica e averla vissuta in prima persona è stato davvero emozionate. Speriamo di essere fuori da questa crisi”.
Il vicepresidente Marco Fazio, invece, insieme al responsabile di Protezione civile Fabio Bardelli, ha elencato i numeri relativi ai volontari: ben 23 gruppi si sono dati il turno in questi undici mesi, ben 346 giorni di attività e 4.063 presenza, per un totale di oltre 26mila ore totali. “È un onore per me – ha spiegato Bardelli -, rappresentare tutti i volontari di Protezione civile, una grande squadra che ha lavorato in sinergia con gli altri, facendosi riconoscere per umanità e competenza. Il ritorno più bello è il servizio offerto alla popolazione”.
Per i carabinieri della Compagnia di Luino, rappresentati dal capitano Alessandro Volpini e dal comandante della Stazione di Cuvio, Roberto Notturno, “l’Hub di Rancio è stato un obiettivo importante da presidiare. Non vi sono state situazioni particolari, a parte qualche piccolo problema risolto immediatamente. Abbiamo dato dimostrazione alla popolazione che quando lo Stato è unito si riescono a dare risposte ai cittadini. La sicurezza in ambito vaccinale ne è stato un esempio”, ha spiegato Volpini.
È intervenuto anche il colonnello dell’Esercito Italiano, Enrico Ubaldo Gabrielli: “Speriamo di esserci lasciati alle spalle la crisi sanitaria, che purtroppo ha avuto tracce indelebili non solo fisicamente ma anche nel cuore. Nonostante questo siamo riusciti a mettere in campo i migliori talenti del paese, a tutti i livelli, così come di fondamentale importanza è stato il lavoro genuino dei volontari e il contributo dei miei soldati”.
A rappresentare Regione Lombardia, invece, il presidente della Commissione Sanità e consigliere regionale Emanuele Monti: “Ricordo quel venerdì pomeriggio, quando eravamo in riunione con Guido Bertolaso per parlare del posizionamento degli hub vaccinali. Si domandavano se fosse necessario averne uno nel nord della provincia e ho espresso la mia opinione riguardo al fatto che fosse necessario averne uno nell’alto Varesotto. Riuscire a trasformare un’idea in qualcosa che è riuscita a garantire più di 300mila vaccini mi riempie di gioia, ma un ringraziamento doveroso va a tutti gli operatori sanitari e alle associazioni di volontariato”.
Visibilmente emozionato anche il senatore Stefano Candiani, che non è voluto mancare: “Questa circostanza mi emoziona tanto, se ripenso a quei giorni quando si sentiva una grande tensione nell’aria. Questo sforzo non deve essere dimenticato, sarà qualcosa che ci resta dentro. È stato messo in atto un senso pragmatico di soccorso che è riuscito a dare le risposte che la gente si aspettava da noi. Siete stati tutti bravi”.
A margine della conferenza diversi gli interventi da parte dei protagonisti dell’attività vaccinale a Rancio, come il direttore sanitario Alessandro Mazzoleni, già al lavoro per far fronte all’emergenza dei profughi ucraini, così come quello della dottoressa Emanuela Boschi, che con emozione ha voluto ringraziare il personale sanitario che ha gestito in modo esemplare l’emergenza. “Vorrei abbracciarli tutti, è stata una crisi difficile dalla quale è uscito il meglio che poteva emergere, un’esperienza base dalla quale partire per il prossimo futuro in altre attività”. Emozionata anche la dottoressa Augusta Diani, che ha posto l’accento augurandosi che la stessa collaborazione e la medesima sinergia vengano messe in campo anche nell’attività delle future “Case di Comunità”, “anche se il Covid ci accompagnerà ancora per un po’ di tempo”.
Un plauso finale, da parte del dottor Antonio Staffa, al lavoro degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari che, lontani dalle loro famiglie, si sono spesi quotidianamente, sacrificandosi, offrendo un servizio importante per la comunità. “Sono orgoglioso di far parte dell’ASST dei Sette Laghi, sono orgoglioso di far parte di questo territorio e anche dell’Italia. Un ringraziamento sentito, da parte mia, alle due responsabili del personale, come Claudia Carbogno e Monica Carati“.
La struttura chiuderà i battenti dalle 15 di oggi: nei prossimi giorni gli operatori dell’ASST dei Sette Laghi smantelleranno gli interni, mentre entro fine mese saranno i soldati dell’Esercito Italiano a smontare il capannone esterno. Rimarranno aperti e disponibili per i cittadini dell’alto Varesotto, a partire da domani, martedì 15 marzo, i centri di Varese e di Arcisate.
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