Accompagnati da un tiepido sole di marzo, con lo sventolio e i colori delle bandiere della pace e dell’Ucraina, centinaia e centinaia di persone si sono messe in marcia oggi pomeriggio da Luino a Germignaga. L’obiettivo era quello di dimostrare vicinanza e solidarietà a tutti i cittadini ucraini colpiti dalla guerra che ormai dura da dieci giorni.
Grazie ad una straordinaria partecipazione di bambini, giovani, adulti ed anziani l’ex colonia elioterapica si è riempita di persone, che hanno voluto salutare i tanti ucraini che vivono sul nostro territorio. Colpo d’occhio anche per la presenza di ben trentatré sindaci dell’alto Varesotto, che non sono voluti mancare a questa bella giornata di unità e altruismo, insieme a numerose associazioni come il CAI, l’ANPI e l’Avis di Luino.
Il corteo è stato accolto sulle note di “Generale” di Francesco De Gregori e “Blowin’ in the Wind” di Bob Dylan e dopo il momento di meditazione e preghiera di Manos Sin Fronteras, il gruppo “Acustic dreams” ha continuato a suonare “C’era un ragazzo” di Gianni Morandi. Toccante anche il canto dell’inno nazionale ucraino, intonato dalla delegazione.
“Le gambe mi tremano – ha esordito Paolo Oleksyuk -, vorrei ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato in questi giorni per la raccolta di beni da inviare ai nostri soldati, bambini, anziani e donne che stanno soffrendo. Un grazie ai nostri volontari, siete un popolo meraviglioso. Grazie a tutti”.
“Sembra quasi che si faccia fatica a dire fraternità – ha affermato il decano e prevosto di Luino, don Sergio Zambenetti -. Dobbiamo fare nostre le parole del Vangelo e di Papa Francesco. Anche la chiesa è divisa e alcune scelte politiche rischiano di condizionare la nostra realtà religiosa. In una situazione come questa non possiamo far altro che pregare molto, dobbiamo vivere una chiesa che vuole combattere contro chi ci vuole dividere e fare nostri valori come l’unità e la fraternità universale. Come decanato, sul territorio, ci stiamo organizzando per preparare appartamenti e camere, qualora vi fosse necessità di accogliere cittadini ucraini, mentre con la Caritas diocesana ci stiamo organizzando per raccogliere beni utili. Un pensiero anche ai ragazzi russi che sono dovuti partire senza sapere cosa fare e dove andare, la guerra è una disgrazia per tutte le comunità”.
Visualizza questo post su Instagram
L’intervento di Marzo Fazio, a nome di tutti i sindaci presenti.
Di solito si dice: che bello, vado a manifestare. E invece no, credo che questo sia uno dei pochi cortei a cui avremmo volentieri rinunciato. Perché ancora una volta dobbiamo parlare di guerra, un incubo che troppe volte, anche negli ultimi anni, anche in questi giorni in tante zone del mondo – sono 15 i conflitti attivi, senza considerare le presenze terroristiche – si affaccia nella storia dell’uomo.
Qualcuno potrebbe dire: e allora le bandiere della pace perché non le avete tirate fuori per lo Yemen, per la Siria, per il Myanmar? Io credo che ci sia un desiderio di pace che cova sempre nel cuore. E che questo desiderio si esprima in tanti modi, che tanti, anche in questi anni, hanno cercato e stanno cercando di coltivare: è una costruzione di pace fatta di accoglienza, di dialogo, di attenzione, di solidarietà. Fatta di campagne, come quella per la proibizione delle armi nucleari, o quella contro il cambiamento climatico, perché molte delle guerre che potrebbero venire potrebbero essere causare anche da questo. O ancora, con le azioni per un’economia più giusta, più equa, più solidale.
E poi, ci sono momenti in cui questo desiderio di pace deve prendere forma più visibile, come oggi.
Siamo di fronte a una guerra vicina come non mai: credo che ognuno di noi, in un modo o nell’altro conosca qualcuno coinvolto dal conflitto. Siamo di fronte a una guerra che rischia di mettere in campo la minaccia nucleare, di coinvolgere tutto il mondo in uno scontro inedito. Come già ho avuto modo di dire, credo che ci sia un’unica parte dalla quale schierarsi, che è quella di chi soffre. Il popolo ucraino, in primis, cui esprimiamo la nostra vicinanza: tanti di noi sindaci stanno accogliendo profughi, ci sentiamo solidali con le comunità presenti nei nostri territori, stanno attivando iniziative di aiuto. Ma non vorrei neppure dimenticare chi, per le scelte di un politico viene mandato a morire.
“La Russia lancia coscritti senza esperienza (18-22 anni) come uno scudo, usa i suoi cittadini come carne viva (a giudicare dai prigionieri, molti non sapevano dove e perché erano stati mandati), professionisti sono inviati a compiti responsabili, soldati zombificati da propaganda, gli è stato detto che la popolazione li saluterà con i fiori, e anche le piante della nostra terra li odiano”.
Sono parole di Andrej, uno dei tanti “bambini di Chernobyl” che furono ospiti delle nostre zone. Nei messaggi che ci stiamo scambiando, mi colpisce una frase: Sinceramente non so come rispondere alla domanda “come stai”, rispetto a una normale vita infernale. Comincio ad abituarmici, perché partecipo alla difesa e cammino costantemente con il pensiero che volerà accanto a me. Per un paio di giorni sei sotto shock, e poi il concetto di “futuro” scompare nella vita”.
Se il presente dei nostri amici ucraini è questo, senza la possibilità di uno sguardo avanti, a noi è affidato un compito fondamentale. Il nostro presente dev’essere quello di costruire un futuro per loro, per tutti. Lo dico, in primis, come sindaco, come rappresentante dei tanti comuni qui presenti. Siamo “amministratori di comunità”, ma non possiamo e non dobbiamo mantenere l’orizzonte ristretto
Lo dico a tutti noi: non fermiamoci ad oggi, a questa nostra bella manifestazione. Continuiamo a camminare per la pace, continuiamo a farlo simbolicamente, ma anche dando concretezza al nostro impegno. Oggi possiamo vedere tante facce intorno a noi: ognuna di esse è quella di un alleato per una sfida cruciale, quella di rendere concrete quattro semplici parole: mai più la guerra.
La giornata si è conclusa sulle note di “Imagine” di John Lennon.
Visualizza questo post su Instagram
Hanno partecipato i sindaci e le amministrazioni comunali di Luino, Germignaga, Maccagno con Pino e Veddasca, Brenta, Rancio Valcuvia, Brinzio, Cuveglio, Grantola, Tronzano Lago Maggiore, Porto Valtravaglia, Laveno Mombello, Gemonio, Mesenzana, Cittiglio, Castello Cabiaglio, Brissago Valtravaglia, Agra, Masciago Primo, Orino, Duno, Ferrera di Varese, Cuvio, Cassano Valcuvia, Brezzo di Bedero, Azzio, Dumenza, Leggiuno, Montegrino Valtravaglia, Cunardo, Cocquio Trevisago, Casalzuigno e Curiglia con Monteviasco. Anche il Comune di Gavirate ha aderito alla manifestazione.
© Riproduzione riservata

