Alto Varesotto | 1 Marzo 2022

Alto Varesotto, picchiò la moglie ma non era in sé: «Non può stare a processo»

Emessa sentenza di non dover procedere nei confronti di un 79enne che aveva manifestato i primi segni di demenza senile diventando violento contro la moglie

Tempo medio di lettura: < 1 minuto

Cinquant’anni insieme, poi le prime avvisaglie di una malattia neuro degenerativa che con il passare del tempo ha trasformato un rapporto fatto di intesa e complicità in qualcosa di insostenibile. Il matrimonio della coppia, residente nel Luinese, è quindi entrato in crisi, giungendo poi definitamente al capolinea con una denuncia per percosse.

L’uomo chiamato a rispondere dell’accusa, un settantanovenne, non andrà però a processo. Lo ha stabilito questa mattina il tribunale di Varese, accogliendo la richiesta che era stata formulata durante la scorsa udienza dall’avvocato Andrea Pellicini, difensore dell’anziano signore, che si era appellato a quanto previsto dal codice di procedura penale per le vicende segnate dalla presenza di una malattia mentale irreversibile.

La legge, in queste circostanze stabilisce l’impossibilità di proseguire con l’azione penale davanti a un vizio totale di mente, individuato con un’apposita perizia nel caso in oggetto, che si è chiuso con una sentenza di “non doversi procedere” emessa dal giudice Andrea Crema sulla base della richiesta del difensore, a cui si era associato anche il pubblico ministero.

Il settantanovenne che all’epoca dei fatti, avvenuti ormai quasi dieci anni fa, manifestò i primi segni di demenza senile perdendo il controllo per cose futili e inscenando senza ragione strane reazioni di gelosia, si trova in cura da anni presso una struttura del territorio.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com