Cinquant’anni insieme, poi le prime avvisaglie di una malattia neuro degenerativa che con il passare del tempo ha trasformato un rapporto fatto di intesa e complicità in qualcosa di insostenibile. Il matrimonio della coppia, residente nel Luinese, è quindi entrato in crisi, giungendo poi definitamente al capolinea con una denuncia per percosse.
L’uomo chiamato a rispondere dell’accusa, un settantanovenne, non andrà però a processo. Lo ha stabilito questa mattina il tribunale di Varese, accogliendo la richiesta che era stata formulata durante la scorsa udienza dall’avvocato Andrea Pellicini, difensore dell’anziano signore, che si era appellato a quanto previsto dal codice di procedura penale per le vicende segnate dalla presenza di una malattia mentale irreversibile.
La legge, in queste circostanze stabilisce l’impossibilità di proseguire con l’azione penale davanti a un vizio totale di mente, individuato con un’apposita perizia nel caso in oggetto, che si è chiuso con una sentenza di “non doversi procedere” emessa dal giudice Andrea Crema sulla base della richiesta del difensore, a cui si era associato anche il pubblico ministero.
Il settantanovenne che all’epoca dei fatti, avvenuti ormai quasi dieci anni fa, manifestò i primi segni di demenza senile perdendo il controllo per cose futili e inscenando senza ragione strane reazioni di gelosia, si trova in cura da anni presso una struttura del territorio.
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