(Foto © Candido Quatrale)
“La nemesi delle quattro colonne“. Questo il titolo della lettera inviata alla nostra redazione da parte di Alessandro Franzetti, cittadino impegnato politicamente, ex presidente del consiglio comunale e candidato tra le fila di “Sogno di Frontiera”.
Le riflessioni di Franzetti riguardano piazza Libertà e l’abbattimento delle quattro colonne avvenuto negli scorsi giorni, come raccontato in un nostro articolo, tema molto dibattuto in questi giorni in città tra i cittadini, soprattutto sui social network.
Ecco il testo di Alessandro Franzetti.
La piazza Libertà a Luino era un polveroso parcheggio fino al 2000. Poi l’amministrazione di centrosinistra guidata dal professor Pietro Tosi la rinnovò così come la abbiamo potuta vedere fino a pochi giorni fa.
Nel 2000 le elezioni comunali furono vinte dalla lista “Luino 2000 Oltre il Polo” guidata dal dottor Gianercole Mentasti e molti dissero che Tosi non fu riconfermato sindaco a causa della contestata piazza. Io avevo 17 anni, ma ero un giovane di Alleanza Nazionale e vivevo da vicino la politica luinese.
Il nostro gruppo fece eleggere l’amico Pierfrancesco Buchi nel 2000 nel Civico Consesso e riuscimmo caparbiamente a far togliere la cittadinanza onoraria a Silvia Baraldini, inopinatamente concessale anni prima: noi giovani di AN raccogliemmo migliaia di firme tra i luinesi e il Consiglio Comunale votò a maggioranza di revocare questo tributo. Erano anni e primavere a dir poco gloriose.
Tornando alla piazza, non è mai piaciuta ai luinesi, tanto meno a quelli che una volta erano al governo con la destra e ora pur di attaccare il sindaco Bianchi fanno l’apologia della piazza e delle colonne. Un minimo di onestà intellettuale in più non guasterebbe.
Io, che ho un atteggiamento laico sempre e cerco di vedere le cose con socratico distacco, non mi appassiono per le dispute sulla bellezza dei monumenti. Non sono un fautore della cancel culture, ma neanche un palazzinaro.
Con questo sguardo, fui eletto nel 2010 in Consiglio Comunale senza speculare a differenza di altri sul contestato muro del Parco a Lago; su piazza Libertà ho sempre sostenuto che una piazza è sempre meglio di un orrendo parcheggio.
Mi ero affezionato a quelle quattro colonne cinesi, le sentivo quasi parte della mia luinesità e ogni volta che acquistavo il giornale presso la mitica edicola di Piazza Libertà (a proposito, cari luinesi, sosteniamola) le guardavo e dicevo tra me: ma che male avete fatto per essere così odiate?
Ma arriviamo ad oggi: l’amministrazione Bianchi (a differenza di quanto detto dall’ex sindaco Pellicini) non ha potuto non posizionare lì la vasca di prima pioggia.
Quindi mentre i luinesi della cancel culture esultano (forse non sanno che i talebani abbattevano le gigantesche statue di altre divinità..) io che solidarizzo sempre coi deboli mi identifico nelle quattro colonne. Poverine, non solo vengono abbattute da un’altra amministrazione di centrosinistra (ah la nemesi storica), ma viene preferita alla loro imponente grazia un’orrenda vasca sotterranea.
Povere colonne, simbolo di un’epoca che presto saremo costretti a rimpiangere…
Alessandro Franzetti, già presidente del Consiglio Comunale di Luino
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