Dallo scorso aprile si trova ai domiciliari presso la sua abitazione di Brezzo di Bedero, con l’accusa di essere uno spacciatore. Nel pomeriggio di lunedì l’uomo, quarantasei anni, è comparso in tribunale a Varese per il processo a suo carico, legato ad una articolata attività di indagine che nella primavera dello scorso anno aveva consentito ai carabinieri di trarre in arresto un secondo soggetto, il cugino cinquantaquattrenne dell’odierno imputato.
La vicenda giudiziaria del parente si è già conclusa con una sentenza di condanna a quattro anni emessa dal giudice dell’udienza preliminare, e oltre all’attività di spaccio in vari paesi del Luinese ha riguardato anche un caso di tentata estorsione ai danni di un’ex vigilessa delle valli, che a causa della dipendenza da cocaina aveva perso il lavoro e si era indebitata nei confronti del pusher di cinquantaquattro anni, il quale ad un tratto aveva deciso che i pagamenti “in natura” offerti dalla donna tramite il proprio corpo non erano più sufficienti a coprire gli ammanchi di denaro.
L’uomo passò quindi alle maniere forti, cercando di investire la donna con il proprio scooter e minacciandola di morte. Fu lei, stremata da quella situazione, a denunciare i fatti.
Tornando al quarantaseienne, la sua posizione inserita in un altro procedimento riguarda esclusivamente il traffico di stupefacenti e il suo presunto ruolo di “rifornitore” del cugino che, secondo l’accusa, si rivolgeva a lui quando restava a corto di sostanze per alimentare il proprio giro, scandito da richieste fisse e puntuali. L’imputato teneva la cocaina in casa ed è lì che i militari dell’Arma, durante le indagini, eseguirono un blitz servendosi dell’unità cinofila. In quell’occasione l’anziana madre dell’uomo si premurò di far sparire la droga, già confezionata, gettandola dalla finestra; droga che poco dopo venne recuperata e sequestrata dai carabinieri.
Undici dosi di cocaina, questa l’entità del sequestro. La sostanza, su ordine del tribunale, verrà sottoposta all’esame di un perito che sarà nominato nel corso della prossima udienza, quando l’imputato verrà sottoposto all’esame delle parti. L’ultima fase del dibattimento verterà anche su altri elementi: i tabulati telefonici degli apparecchi in uso al quarantaseienne e le testimonianze di alcuni acquirenti.
L’avvocato Corrado Viazzo, difensore dell’uomo, ha inoltre formulato una istanza per il passaggio del suo assistito, dopo quasi un anno di domiciliari, a misure cautelari meno restrittive: l’obbligo di dimora con divieto di uscita nelle ore notturne. Alla richiesta ha fatto opposizione il pubblico ministero Antonia Rombolà: vi è il rischio di una ripresa della attività delinquenziale che si è svolta almeno fino allo scorso marzo.
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