Brezzo di Bedero | 17 Febbraio 2022

Brezzo di Bedero celebra il Giorno della Memoria e il Giorno del Ricordo

Con gli Amici del Liceo e l’associazione Casa Paolo, sabato si terrà un momento di approfondimento e riflessione, con accompagnamento musicale, sul tema del razzismo

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Le proposte culturali dell’Associazione Amici del Liceo “Vittorio Sereni” di Luino incontrano una nuova occasione di collaborazione con l’Associazione Casa Paolo e con il Comune di Brezzo di Bedero nella serata organizzata sabato 19 febbraio alle ore 18.00 presso il Centro culturale Casa Paolo, già preannunciata dal sindaco Daniele Boldrini a fine gennaio.

Il Professor Giulio Facchetti proporrà approfondimenti e momenti di riflessione sul tema Razzismo e antisemitismo nel XX e XXI secolo, con accompagnamento musicale a cura di Francesca Galante, Ciro Radice e Andrea Pioppo.

Giulio Facchetti è Professore di glottologia e linguistica all’Università degli Studi dell’Insubria, Presidente dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione e Scienze e tecniche della comunicazione, Direttore scientifico del Centro di Ricerche Epigrafiche e Documentali dell’Insubria e Direttore responsabile di Expressio, Rivista di Linguistica, Letteratura e Comunicazione.

L’amministrazione comunale di Brezzo di Bedero – «seguendo la coscienza di uomini e donne che credono nella dignità della persona umana e la vogliono difendere in ogni situazione, con il proposito di condannare in maniera forte l’odio, la violenza e la prevaricazione indipendentemente dall’ideologia da cui proviene» – evidenzia che l’evento celebra insieme il Giorno della Memoria, istituito nel 2000 in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, e il Giorno del Ricordo, istituito nel 2004 a commemorare le vittime delle foibe e della tragedia dell’esodo giuliano-dalmata.

«Gli amministratori – sottolineano dal Comune – hanno l’obbligo morale di non far perdere la memoria di fatti così atroci vissuti in Europa durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale e, ancora di più, riflettendo sulla amara considerazione della senatrice della Repubblica Liliana Segre lo scorso 30 gennaio “Le cose sono così poco cambiate dal giorno della mia deportazione (30 gennaio 1944), che alla mia età mi è stata destinata, ormai da due anni e mezzo, una scorta”».

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