Brezzo di Bedero | 27 Gennaio 2022

Da Segre a Fiano, testimoni della Shoah anche nel Luinese: “Non disperdere questa memoria”

Un ricordo del sindaco di Brezzo di Bedero Boldrini in occasione del Giorno della Memoria: “Con associazione Casa Paolo celebreremo insieme anche il Giorno del Ricordo”

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L’amministrazione comunale di Brezzo di Bedero e l’associazione Casa Paolo sono impegnati nell’organizzazione del “Giorno della Memoria”, con momenti di riflessione sulla pagina amara che l’Europa ha vissuto durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, che ha visto lo sterminio di oltre 6 milioni di uomini, ebrei, zingari, testimoni di Geova, disabili, omosessuali e oppositori politici del regime nazista.

A causa della persistenza dell’emergenza epidemiologica l’evento è stato rinviato a data da destinarsi, ma, come negli anni passati, Brezzo di Bedero celebrerà insieme ilGiorno della Memoria” (istituito nel 2000 in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti) e il “Giorno del Ricordo” (istituito nel 2004 a commemorare le vittime delle foibe e della tragedia dell’esodo giuliano-dalmata), “con il proposito – afferma il sindaco Daniele Boldrini – di condannare in maniera forte l’odio, la violenza e la prevaricazione indipendentemente dall’ideologia da cui proviene, seguendo la nostra coscienza di uomini e donne che credono nella dignità della persona umana e la vogliono difendere in ogni situazione”.

Le tante iniziative organizzate in tutta Italia a memoria dei tragici avvenimenti della Shoah nascono da un disperato appello dei sopravvissuti ai campi di sterminio. Dalle loro testimonianze (si pensi per esempio a Elisa Springer con il suo libro Il silenzio dei vivi o al famosissimo Se questo è un uomo di Primo Levi) traspare in maniera quasi assillante il desiderio di far conoscere al mondo cosa era veramente accaduto.

Primo Levi ed Elisa Springer, pur seguendo cammini e approcci diversi all’esperienza vissuta (Levi ha iniziato a scrivere le sue memorie già durante la prigionia ad Auschwitz, mentre Elisa Springer non ne parlò con nessuno per 50 anni) sono entrambi consapevoli che quanto descritto nei libri (cioè quello che hanno subito o visto subire) è talmente inumano, inconcepibile e difficilmente credibile, che sentono la necessità assoluta che tutto venga testimoniato con precisione. Primo Levi nella breve introduzione al libro precisa “mi pare superfluo aggiungere che nessuno dei fatti è inventato”.

Rispetto ai tanti genocidi della storia, la sconvolgente particolarità dello sterminio degli Ebrei da parte del regime nazista è la meticolosa organizzazione di ogni fase dell’eliminazione delle vittime, con documenti che riportano il cronoprogramma col numero di persone da raccogliere e deportare nei vari campi di sterminio. I treni che trasportavano in condizioni disumane i deportati avevano precisi orari da rispettare; seguendo la pianificazione dello sterminio dovevano arrivare 14.000 ebrei ogni giorno, fino a raggiungere la cifra di 11 milioni di morti della cosiddetta “soluzione finale”. Tutto ciò era riportato in precise tabelle e documenti di un governo.

Il burocrate, il contabile dello sterminio, l’esperto degli Ebrei, era Adolf Eichmann, uno tra i più stretti collaboratori di Hitler. Dopo la guerra si rifugiò in Argentina, dove venne scoperto dal Mossad israeliano nel 1960, processato e giustiziato a Tel Aviv. Le fasi del processo e gli elementi psicologici dei carnefici sono stati documentati dalla filosofa e giornalista Hannah Arendt nel famoso libro La banalità del male.

Nel territorio luinese – ricorda il primo cittadino di Brezzo di Bedero – abbiamo avuto tante occasioni di poter incontrare persone che sono state testimoni, vittime e superstiti dell’atroce, diabolica disumanità, che ha provocato l’Olocausto. Nel 2002 Luino ha ospitato Liliana Segre, ora Senatrice, che concluse il racconto della terribile esperienza di Auschwitz con un pensiero: chiedendosi tante volte nella sua vita perché ha subito quello che ci racconta, non è mai stata in grado di trovare una risposta. Nel 2003 è il Comune di Brezzo di Bedero a organizzare l’incontro con Nedo Fiano, come avevo descritto un anno fa, a pochi giorni dalla sua morte”.

“Malgrado l’instancabile lavoro di divulgazione da parte dei sopravvissuti, soprattutto nelle scuole, è purtroppo ancora molto diffusa la scarsa conoscenza di quelle terribili vicende, come dimostrano episodi recentissimi. Manca la consapevolezza delle atroci sofferenze subite dalle vittime, che non possono non stimolare una riflessione. I sopravvissuti sono ormai pochissimi ed è sempre più indispensabile il coinvolgimento dei ‘testimoni di seconda generazione’, i figli e i familiari delle vittime. Il loro patrimonio di informazioni non deve essere assolutamente disperso”, conclude Boldrini citando un brano di Francesco Guccini dedicato proprio alla tragedia della Shoah, Auschwitz: “Io chiedo come può l’uomo / Uccidere un suo fratello / Eppure siamo a milioni / In polvere qui nel vento”.

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