Varese | 15 Febbraio 2022

Valcuvia, furti in appartamento: a processo il “ladro goloso”

Per l'accusa è di un 39enne albanese il dna lasciato su varie mele addentate in casa delle vittime. Diversi i colpi a lui attribuiti: uno si consumò ad Orino nel 2008

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Professionista dei furti in abitazione – gliene sono stati attribuiti più di dieci in circa otto anni – aveva un solo “debole”, che ha finito per tradirlo: quello per la frutta. Sembra paradossale ma il presunto ladro – un cittadino albanese di trentanove anni oggi a processo presso il tribunale di Varese – è stato identificato grazie alle impronte biologiche lasciate in vari appartamenti svaligiati dopo aver morso una mela.

Sempre la stessa dinamica, sempre lo stesso morso. Sempre lo stesso frutto. I primi fatti – tra cui quelli che gli vengono contestati nel procedimento attualmente in corso – risalgono al 2008. Al dna, rilevato dai carabinieri di Luino all’interno di una abitazione di Orino, in Valcuvia, venne associata l’identità del trentanovenne soltanto parecchi anni dopo, grazie al lavoro dei ris sul materiale raccolto all’interno di varie abitazioni “visitate” dal ladro. Non solo in Lombardia ma anche fuori regione, in provincia di Parma, dove l’imputato è stato arrestato nel 2018 e dove è attualmente detenuto.

Soldi e cellulari costituivano la refurtiva dei colpi messi a segno; atti che potrebbero essere legati ad una forte dipendenza dal gioco d’azzardo. Una dipendenza di carattere patologico, secondo le informazioni portate in dibattimento dal difensore dell’uomo e supportate dai riscontri emersi da un esame medico svolto in carcere. Il tutto andrà provato attraverso una apposita perizia, compito affidato ad un professionista nominato dal tribunale di Varese nel corso dell’ultima udienza.

Il perito incontrerà l’imputato in carcere, dove si occuperà di tratteggiare le caratteristiche del disturbo patito dal trentanovenne, per arrivare a stabilire se la patologia abbia davvero influito sul suo comportamento, spingendolo a commettere i reati di cui oggi deve rispondere. Il professionista tornerà poi in aula per relazionare. L’udienza è stata rinviata alla fine di maggio.

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