(A cura di Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato) Cronaca fotografica di qualche decennio fa… (vedi la foto di copertina, ndr) correva il mese di febbraio del 1979 quando il signor Carmignani eseguì un vero e proprio reportage fotografico con una dozzina di immagini di quella che un tempo era un’operazione eseguita periodicamente dai pescatori locali: la posa delle fascine nel lago, chiamate anche legnaie.
Per molti secoli la pesca nelle acque del lago Maggiore fu per molti germignaghesi una vera e propria professione. Era quindi molto importante preparare ad ogni stagione l’ambiente lacustre ideale per consentire una corretta riproduzione della fauna ittica e garantirne lo sviluppo.
In particolare per il pregiato pesce persico, tanto apprezzato anche ai giorni nostri, specialmente se accompagnato con un buon risotto al burro e salvia, era fondamentale fra la metà di gennaio e quella di marzo posare nel lago a circa 7 o 8 metri di profondità, delle fascine di legno (preferibilmente di ontano ma anche di frassino, carpino o robinia). Le fascine dovevano essere ancorate al fondo tramite un peso, in maniera da non essere poi portate via dal moto ondoso o dalle correnti.
All’interno di queste legnaie la femmina del pesce persico poteva così trovare l’habitat idoneo per depositare le proprie “strisce ovariche” pronte per essere fecondate dai maschi. Dopo circa venti giorni, alla schiusa, i piccoli avannotti trovavano fra i rami delle fascine l’ideale protezione dalla predazione dai pesci più grandi o dagli uccelli in cerca di cibo.
Come da nota allegata alle fotografie oggi pubblicate, quella mattina di febbraio del 1979 sei storici soci del Gruppo Pescatori Sportivi di Germignaga (poi Società Pesca Sportiva Cooperativa Germignaga), Pattera, Passera, Gemmo, Vernocchi, Ferrazzi e Saccani posarono in tre ore e mezza circa 100 fascine utilizzando come di consueto l’inconfondibile imbarcazione della signora Angela Ghiringhelli, una delle ultime pescatrici professioniste di tutto il lago Maggiore.
La posa avvenne nel tratto fra la ex colonia elioterapica e “la Puncia”, operazione che sicuramente fu continuata per più settimane risultando dai verbali dell’Associazione di quell’anno un totale di 625 fascine acquistate. Il tutto per una spesa complessiva di oltre 260.000 lire, esclusa l’opera di posa effettuata gratuitamente dagli associati; chapeau!
(Foto di copertina dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”)
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