È di quattro anni e venti giorni di reclusione l’esito della sentenza pronunciata dal gup del tribunale di Varese nei confronti di un uomo sulla sessantina di Gemonio accusato di aver molestato la nipote che, all’epoca dei fatti (avvenuti nel 2020), aveva 5 anni.
Il nonno ha sempre respinto le accuse secondo le quali avrebbe costretto la piccola, almeno un paio di volte, a toccarlo nelle parti intime. Ciò che è emerso dall’aula è che fu la stessa bimba a raccontare a uno zio ciò che era accaduto mentre sia lui che la nonna si trovavano in altre stanze della casa in cui si sono verificati i fatti incriminati, non accorgendosi dunque di nulla.
Più severa di quella alla fine comminata era la pena richiesta dal pubblico ministero, sei anni per violenza sessuale, mentre la difesa aveva invocato l’assoluzione – come si apprende dal quotidiano La Prealpina – considerando contraddittoria la prova fornita per dimostrare il reato.
Con la sentenza giunta dopo il processo celebrato con rito abbreviato, il gup ha anche riconosciuto un indennizzo per danni morali pari a 10mila euro, mentre l’avvocato di parte civile ne aveva richiesti 100mila euro. Una volta depositate le motivazioni da parte del giudice dell’udienza preliminare, la difesa valuterà se ricorrere, come pare probabile, in appello.
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