Si è concluso con una condanna a otto mesi di reclusione il procedimento a carico del 24enne di Casciago protagonista, a inizio 2026, di un inseguimento sulla SS394 culminato con l’investimento di un carabiniere a Maccagno.
Lo riferisce il quotidiano locale La Prealpina, aggiungendo che il giovane, arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale dopo una fuga di circa sei chilometri lungo la statale, dovrà inoltre risarcire con 500 euro il brigadiere di 48 anni rimasto ferito. Il pagamento rappresenta una condizione imprescindibile: in caso contrario, il beneficio della sospensione condizionale della pena verrà meno e per il ragazzo si apriranno le porte del carcere.
La sentenza è stata pronunciata dal giudice Luciano Luccarelli al termine del processo celebrato al Tribunale di Varese con rito abbreviato. La pena inflitta corrisponde a quella richiesta dal pubblico ministero Lucilla Gagliardi. Il giudice, riporta sempre Prealpina, ha concesso al giovane sia la sospensione condizionale sia la non menzione della condanna nel certificato penale, subordinando però entrambi i benefici al versamento dell’indennizzo al militare del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Luino, finito in ospedale con un trauma cranico.
Poco prima dei fatti, il 24enne aveva pubblicato su Instagram una frase destinata a pesare nel corso del procedimento, anch’essa menzionata sul quotidiano: «Io non sono come gli altri che si fanno ritirare la patente per un grammo di erba. Io ai posti di blocco non mi fermo». Parole che si sono trasformate in realtà quando, trovandosi di fronte a un controllo dei carabinieri sulla SS394, ha deciso di non fermarsi, dando il via a un inseguimento di sei chilometri terminato con lo sbarramento di una pattuglia, un’inversione improvvisa e l’investimento del brigadiere, prima dell’arresto.
In auto i militari avevano trovato cinque spinelli. Il giovane si era rifiutato di sottoporsi ai test per accertare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti, pur ammettendo di fare uso di marijuana quasi quotidianamente, definendola una sorta di “medicina” contro l’insonnia.
Il brigadiere, la cui prognosi si è nel frattempo aggravata, è ancora in convalescenza. E oltre al procedimento per resistenza, fa sapere Prealpina, ha presentato querela per le lesioni subite e anche per calunnia e diffamazione, in relazione ad alcune dichiarazioni rese dal 24enne durante l’interrogatorio e sui social network. Secondo quanto sostenuto dal giovane, infatti, il carabiniere si sarebbe lanciato volontariamente sul cofano dell’auto.
Nel corso di una precedente udienza, la difesa – rappresentata dall’avvocato Daniela Figini – aveva chiesto una perizia psichiatrica per il proprio assistito. L’istanza è stata respinta, poiché non supportata da documentazione medica che attestasse una presa in carico da parte del SerD o del Cps.
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