Come previsto anche dall’ultima allerta meteo emessa ieri dalla Protezione civile della Lombardia, il vento è tornato a soffiare anche sull’alto Varesotto, con raffiche che potranno raggiungere i 110 km/h. Una situazione che potrebbe riflettersi ancora una volta sull’andamento delle operazioni di spegnimento degli ultimi focolai dell’incendio divampato ormai più di una settimana fa sul monte Gambarogno, a pochi passi dal confine con l’Italia e il territorio di Maccagno con Pino e Veddasca.
La nottata, come riferisce il gruppo consiliare “Impegno Civico MPV”, è stata tranquilla ed è persino tornata a farsi vedere, dopo settimane, un po’ di pioggia, portando un paio di litri d’acqua su ogni metro dell’area interessata dal rogo.
Le operazioni odierne sono iniziate attraverso il supporto due elicotteri civili, con due vasche attive per il recupero dell’acqua, quelle dei Monti di Sant’Abbondio e di Casenzano, mentre i “Superpuma” dell’Esercito elvetico si prenderanno un giorno di pausa. Di certo il forte vento rappresenta una variabile da non sottovalutare, poiché potrebbe impedire ai velivoli di alzarsi in volo.
Nel frattempo la dogana con l’Italia è stata riaperta, ma solo per le persone attualmente autorizzate al transito, mentre si deciderà questa sera sulla riapertura della strada cantonale (il collegamento da Indemini fino al piano di Vira), in base al rapporto del geologo.
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