Luino | 31 Gennaio 2022

Luino, “Non esistono ragazzi cattivi”: la testimonianza di don Burgio riempie il Sociale

Platea gremita per ascoltare il racconto del cappellano del carcere minorile Beccaria e dei suoi ragazzi: “Devono sentirsi voluti bene, custoditi e accompagnati”

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Chiedetevi cosa c’è dietro ai ragazzi. Per educare bisogna ascoltare e non giudicare, perché ogni persona è un mistero”: è stato un Teatro Sociale davvero gremito ad ascoltare queste (e altre) parole pronunciate da don Claudio Burgio lo scorso sabato 29 gennaio, a Luino.

Quello che in origine avrebbe dovuto essere uno spettacolo-testimonianza dal titolo Non esistono ragazzi cattivi – tratto dall’omonimo libro in cui il sacerdote racconta la sua esperienza come cappellano al carcere minorile Beccaria di Milano e fondatore di comunità di accoglienza per minori – si è trasformato per cause di forza maggiore in una testimonianza fra palco e schermo.

Bloccati dal Covid-19, fra isolamenti e quarantene, i ragazzi della Comunità Kayros di don Claudio hanno infatti potuto raggiungere il teatro luinese solo attraverso alcuni video che sono stati proiettati nel corso della serata, alternati alle parole del sacerdote.

Spesso i genitori vogliono un figlio perfetto che vada bene a scuola e nello sport. Un figlio che sembra quasi debba meritare l’amore dei suoi genitori e quando poi li delude, crolla. Noi, invece, dobbiamo saper dare spazio alla personalità dei ragazzi: anche noi siamo in viaggio come e con loro – ha spiegato don Burgio riflettendo sul senso della figura dell’educatore – Una cosa che reputo importante è che non sono io a decidere, con la legge in mano, il futuro dei miei ragazzi, ma sono loro che decidono sentendosi voluti bene, custoditi e accompagnati. Un educatore non si cristallizza in posizioni precostituite, ma come san Giuseppe è ‘l’uomo dei fatti’ che si mette a fianco dei ragazzi e cammina insieme a loro”.

Tanta la gratitudine espressa al termine dell’incontro da parte dei presenti, fra cui anche il sindaco di Luino Enrico Bianchi e altri rappresentanti dell’amministrazione e di associazioni cittadine: questa, difatti, è la “prima pietra” di una rete educativa che ha lo scopo di far camminare e lavorare insieme il Comune, la Comunità Pastorale “Madonna del Carmine” e tutte quelle realtà locali che si occupano di educazione.

Un percorso che ha preso il via lo scorso ottobre e per il quale questo evento al Sociale, voluto in occasione della Settimana dell’Educazione che cade tradizionalmente alla fine del mese di gennaio e organizzato dai ragazzi del gruppo di Pastorale Giovanile del decanato di Luino, ha rappresentato davvero una tappa forte.

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