Il versante e i boschi del Gambarogno bruciano ormai da più di ventiquattro ore, ma la strada per lo spegnimento delle fiamme sembra essere ancora lunga, anche se qualche primo risultato sembra esser stato ottenuto dopo i massicci interventi dei mezzi elvetici che si sono susseguiti per tutta la mattinata di oggi, lunedì 31 gennaio.
L’incognita principale è quella legata al vento forte, che nel corso di questo pomeriggio potrebbe aumentare la sua intensità e mettere in difficoltà i pompieri svizzeri all’opera da ieri a Indemini, nella zona dell’alpe di Neggia, a pochissimi passi dal confine e dalla Veddasca.
“La situazione è ancora tutta in divenire”, ha commentato il sindaco di Gambarogno Gianluigi Della Santa su rsi.ch, “Siamo nelle mani dei pompieri che stanno lavorando forte e bene, con cinque elicotteri che stanno rovesciando acqua” sulle fiamme. Acqua che ora potranno prelevare anche dal lago Delio, su territorio italiano, dopo aver ottenuto il nullaosta ufficiale da parte di ENEL, come comunicato dall’amministrazione di Maccagno con Pino e Veddasca.
E proprio sul versante italiano è stato posizionato, sin da ieri, un presidio dei vigili del fuoco di Luino e di volontari AIB (Antincendio Boschivo) della Comunità Montana Valli del Verbano, pronti a intervenire nel caso in cui il rogo inizi a propagarsi anche sulle terre della Val Veddasca.
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