Luino | 28 Gennaio 2022

Luino, rifiuti e supermercati: i problemi tra “dentro” e “fuori”. Dall’indifferenziata ai cestini-discariche

Comunità montana incontra i direttori degli esercizi e fissa le priorità: correggere i meccanismi della raccolta e porre un argine agli incivili

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Occorre ripartire dalle regole e dal senso civico, non solo di coloro che usufruiscono di un servizio ma anche di chi lo predispone e lo offre ai propri clienti. Il servizio, nello specifico, è quello riguardante i supermercati dell’alto Varesotto, da Luino a Laveno, e i due spunti -regole e senso civico – sono stati messi nero su bianco, come condizioni imprescindibili, da Comunità montana Valli del Verbano nel recente incontro con i direttori dei supermercati della fascia lacustre.

Incontro voluto – come abbiamo anticipato nei giorni scorsi – per affrontare una problematica che l’ente montano intende risolvere nel minor tempo possibile: la cattiva gestione della raccolta rifiuti, soprattutto per quanto concerne il conferimento del secco, e dunque il volume (elevato) di ciò che finisce nella categoria dell’indifferenziato, che ha costi di smaltimento elevati. Con ricadute importanti sulla collettività.

Comunità montana, attraverso l’assessore all’Ambiente Gianpietro Ballardin, il direttore esecutivo contrattuale Marco Cinotti, l’architetto Daria Brasca e il referente Econord, Paolo Coschignano, ha scelto la via della collaborazione e della disponibilità per correggere il fenomeno. “Disponibilità”, è emerso dall’incontro, significa anche volontà di modificare, dove possibile, le modalità e la frequenza dei ritiri, nella consapevolezza che, ad ogni modo, un’adeguata differenziazione dei rifiuti (plastica, vetro, cartone e umido) riduce in modo determinante la quantità di ciò che finisce nel secco, generando le criticità a livello economico e di corretto trattamento di cui sopra.

Guardando all’attività quotidiana dei supermercati, la preoccupazione non si esaurisce in rapporto a ciò che succede “dentro” le strutture. Fuori, nelle aree sosta, c’è chi utilizza i cestini come fossero delle “mini discariche” a cui fare ricorso per disfarsi di tutto quello che non serve più: ombrelli, sacchetti portati appositamente da casa e contenenti ogni genere di scarto, mozziconi di sigaretta nella misura di tutto ciò che un posacenere “modello abitacolo” può raccogliere. Il tutto senza dimenticare le già citate aree di stoccaggio, che senza vigilanza diventano accessibili a chiunque, trasformandosi in aree di degrado.

«Ci siamo dati del tempo per sistemare le cose – spiega l’assessore Ballardin -, un tempo che logicamente non potrà essere infinito. Ci saranno ulteriori momenti di confronto, dedicati se necessario anche alle singole aree produttive, affinché si comprenda al meglio il sistema di raccolta e smaltimento. Ci vuole determinazione e ognuno deve fare la propria parte, perché dividere in modo corretto i rifiuti porta benefici all’ambiente e alla comunità. Rende le strade più pulite e genera benefici per la salute del singolo cittadino».

Dietro ai numeri c’è il peso specifico del ragionamento, la sua portata: «Ognuno di noi produce in media circa 500 chili di rifiuti all’anno – sottolinea Ballardin -, il 40% dei quali è composto da imballaggi inutili che finiscono per ingolfare i pochi impianti adeguati di cui disponiamo. Le imprese del territorio, così come i cittadini, sono tenute con coscienza a limitare l’uso delle risorse e l’inquinamento, dividendo correttamente i rifiuti e sprecando meno. Le regole – ribadisce in conclusione l’assessore – sono sempre le stesse: ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare. L’auspicio, anche a fronte dei problemi di inciviltà emersi da questo incontro, è che si riesca tutti insieme a superare la logica dell’indifferenza, passando dal “fatti i fatti tuoi che campi 100 anni”, adagio sempre in voga, al monito “chi sporca danneggia anche te”».

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