Porto Ceresio | 24 Gennaio 2022

“Che cosa resta”, il romanzo d’esordio di Antonello Breggia è ambientato nell’alto Varesotto

Un romanzo di formazione che attraversa 40 anni di storia, quella dei protagonisti e quella italiana, e si snoda anche tra i paesi della Valceresio e le Prealpi

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Milanese di nascita ma portoceresino d’adozione da vent’anni, dirigente di azienda e ora anche scrittore: si tratta di Antonello Breggia che ha da poco pubblicato il suo primo romanzo, Che cosa resta, edito da Cairo e già disponibile in tutte le librerie.

Una vicenda dal taglio storico e formativo che abbraccia un periodo di tempo piuttosto vasto, dal 1974 al 2016, in cui l’autore – intervistato alcuni giorni fa anche dal Tg5 –, attraverso la storia dei protagonisti appartenenti alla generazione nata tra gli anni ’50 e gli anni ’70, racconta più di quarant’anni di storia italiana.

Parte del romanzo è ambientato anche nel territorio delle Prealpi varesine, nella zona del versante italiano del lago di Lugano, con riferimenti alla linea Cadorna, Lavena Ponte Tresa, Porto Ceresio, Viggiù e Clivio, dove si svolge la scena finale.

Ecco di seguito la trama di Che cosa resta.

Sulle Prealpi varesine, in un’uggiosa domenica della metà degli anni Settanta, un gruppo di adolescenti si ritrova a una gita organizzata dal club alpino milanese. Nel pallore della nebbia novembrina affrontano la salita verso il rifugio, fino a quando una pioggia improvvisa li sorprende costringendoli a cercare riparo in una stalla. La spensieratezza dell’età e un fuoco acceso con mezzi di fortuna offrono ai sei ragazzi l’occasione per conoscersi meglio, senza immaginare che quella notte segnerà profondamente la loro vita. Colpevoli di un male necessario e complici dell’inconfessabile, conserveranno per sempre il segreto di quella terribile esperienza. Il suo ricordo, un peso latente che non li abbandonerà mai e li unirà nel percorso di formazione che li condurrà all’età adulta. Al centro della storia c’è il grande valore dell’amicizia e la condivisione dei passaggi fondamentali dell’esistenza, positivi e negativi che siano, che l’autore racconta con sottile ironia e delicatezza. Un intenso romanzo d’esordio che è anche un viaggio nella memoria collettiva di un Paese, in cui si ritroveranno le generazioni nate tra gli anni Cinquanta e Settanta. Vite cresciute e sviluppate in un gioco di specchi con la crescita e lo sviluppo della società italiana. Una sorta di binario parallelo che affianca, all’inesorabile avanzare degli anni dei personaggi, la lenta e dolorosa decadenza dell’Italia. Quello che resta è tutto da scoprire.

(Immagine di copertina da Tg5 – Mediaset Play)

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