Le linee guida sulla prevenzione del rischio idraulico nel Comune di Cuveglio passano da un documento recentemente approvato in assemblea cittadina, contenente uno studio realizzato da una azienda specializzata della provincia di Lecco e destinato a indirizzare alcuni importanti interventi a cui la giunta Paglia metterà mano nei prossimi mesi.
Il lavoro svolto dai periti e contenuto nel corposo atto tecnico, composto da oltre cento pagine, ha inoltre una seconda finalità, direttamente connessa ai margini di manovra dell’ente pubblico sul delicato tema: aggiornare gli schemi di riferimento dei tecnici comunali alle prescrizioni provinciali e regionali, e raggiungere così le condizioni necessarie per l’approvazione del Piano di Governo del Territorio, lo strumento urbanistico impiegato dagli enti locali per la pianificazione degli interventi.
Gli esperti hanno assegnato al Comune della Valcuvia un “rischio alto” in materia di dissesto idrogeologico. Non è una novità, né un campanello di allarme, ma una realtà nota da tempo e costantemente monitorata. “Basti pensare che cento anni fa una parte del nostro territorio era occupata da un sito paludoso, con acque di scolo che stagnavano nel centro valle – spiega il sindaco Francesco Paglia -. Oggi la nostra attenzione si concentra in particolare sull’area del San Gottardo, situata sopra la frazione di Vergobbio. Si tratta di una zona rocciosa caratterizzata da pareti a picco, in gran parte già protetta da apposite reti di contenimento”.
Nella medesima porzione di territorio scorre, scendendo da Duno, il torrente Torregione, affluente del San Gottardo, altro “sorvegliato speciale” se si parla di prevenzione e sicurezza, e nello specifico di pulizia, fondamentale per facilitare lo scorrimento delle acque ed evitare allagamenti. “Il lavoro già svolto con il supporto della protezione civile è notevole”, aggiunge in conclusione Paglia.
Nel 2022 il Comune tornerà ad occuparsi dell’area con un significativo investimento da oltre 400 mila euro, che riguarderà sia la parte rocciosa, per la prevenzione degli eventi franosi, che quella del torrente, dove è previsto il rifacimento delle sponde e del fondo.
(In foto di copertina la sorgente del torrente Torregione durante l’ultima esplorazione del speleo-sub Gigi Casati)
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