(Foto di Elena De Vincenti – a cura di Daniele Foderà)
Il Sole 24 Ore ha realizzato la sua annuale Indagine sulla Qualità della vita e stilato la classifica delle province più vivibili prendendo in esame 90 indicatori, suddivisi in sei macro-categorie tematiche (ciascuna composta da 15 indicatori) che accompagnano l’indagine dal 1990: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero.
La nostra provincia quest’anno scala ben 30 posizioni e si piazza a una rispettabile 36esima posizione, migliorando di ben 30 posti rispetto allo scorso anno.
Tuttavia, se è vero che lo sport è la miglior medicina, nella nostra provincia hanno preso questo affermazione forse troppo sul serio. Vantiamo i migliori risultati del Paese se guardiamo all’Indice di sportività, una classifica realizzata su 36 parametri tra cui atleti tesserati, enti sportivi, squadre, risultati, eventi e imprese per lo sport.
Discorso opposto invece per la classifica Medici di medicina generale, dove ogni 10mila abitanti abbiamo solo 7,6 professionisti attivi. Un dato che ci posiziona 102esimi su 107 province italiane e che, nell’era della pandemia, desta una certa preoccupazione.
Migliorano nel complesso i dati relativi al mondo del lavoro (+36 posizioni rispetto allo scorso anno), quelli demografici (+55) e quelli inerenti a cultura e tempo libero (+36) sebbene con picchi divergenti come la 16esima posizione nazionale per patrimonio museale contro la 100esima per librerie. I nostri comuni spendono poco per la cultura (93esimi) e di conseguenza ne risente la totalità dell’offerta culturale (74esimi).
Un altro dato interessante, infine, è quello relativo alla macro categoria Ambiente e servizi e nello specifico alla Qualità della vita dei bambini misurata attraverso 12 parametri, tra cui: asili nido, aree giochi, pediatri, studenti per classe e scuole accessibili o con giardini e palestre. Qui vantiamo un positivo 19esimo posto ma, se dall’infanzia passiamo all’adolescenza, ecco crollare le nostre performance fino al 91esimo posto per Qualità della vita dei giovani calcolata su 12 parametri, tra cui: aree sportive all’aperto, età media del primo figlio, concerti, discoteche, nuzialità.
Tutto sommato, è indubbia la rinascita della nostra provincia, provata come e più di altre da un funesto 2020, anche se tra le province lombarde guida la classifica quella di Milano con un 2° posto nazionale, seguita da Monza-Brianza 14°, Como 17°, Brescia 21°, Lecco 25°, Sondrio 29°, Vare 36° immediatamente seguita da Cremona 37° e poi Bergamo 39°, Mantova 47°, Lodi 57° e chiude la classifica Pavia 60°.
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