La scorsa settimana mentre i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, assieme ai colleghi della stazione di Marchirolo, stavano facendo un servizio di prevenzione contro il fenomeno dello spaccio nel boschi, nel territorio di Cugliate Fabiasco, in quella che nel gergo degli acquirenti è chiamata “la rete verde”.
L’attenzione dei carabinieri è stata attirata da un’utilitaria, guidata da un giovane italiano del posto, a bordo della quale vi era un marocchino poco più che ventenne. Quest’ultimo è stato subito riconosciuto perché circa sei mesi fa, sempre i militari del Nucleo Operativo lo avevano trovato a casa di un altro italiano, notoriamente assuntore di stupefacenti, in stato di overdose. Quella si rilevò una perquisizione provvidenziale, perché aveva consentito ai carabinieri di far arrivare il personale del 118 e farlo quindi ricoverare, salvandogli la vita.
Questa volta, invece, i due viaggiavano a bordo dell’auto dell’italiano e, all’atto del controllo, sono stati trovati in possesso di oltre mezzo etto di eroina. Per questo motivo, entrambi sono stati arrestati e tradotti al Miogni dove l’italiano è stato poi scarcerato e mandato ai domiciliari, mentre il marocchino, clandestino in Italia, si trova tutt’ora in carcere per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
La zona di Cugliate Fabiasco è particolarmente controllata dai carabinieri che hanno rilevato, nell’ultimo periodo, un incessante traffico di persone che si reca nei punti dello spaccio per acquistare lo stupefacente.
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