Ceresio | 8 Dicembre 2021

Valceresio, dalle pagine del ‘600 emergono un processo e un esorcismo legati a una strega

Interessanti e uniche le testimonianze risalenti al 1650 raccolte dalla ricercatrice storica Claudia Migliari. La storia riguarda Comina di Lazaro detta La Dionigia

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Difficile pensare che una valle famosa per i suoi boschi e i suoi monti possa essere stata scenario di alcuni fatti legati alla stregoneria.

È ciò che è accaduto a Claudia Migliari, ricercatrice storica già nota per diverse ricerche legate al territorio, che ha scoperto tra alcuni documenti custoditi in un archivio parrocchiale le testimonianze risalenti al 1650 che riguarderebbero l’attività di una strega.

“Mentre stavo studiando alcuni documenti del ‘600 – racconta Migliari – mi sono imbattuta in una serie di testimonianze di abitanti di Bisuschio che raccontavano all’allora parroco Clemente Bizozero alcuni eventi spiacevoli accaduti loro dopo aver incontrato o ricevuto la visita di tale Comina di Lazaro detta La Dionigia“.

Tra le testimonianze trascritte dal curato di Bisuschio e poi consegnate al prevosto di Arcisate, Carlo Spezia, si registrano una serie di episodi legati a malesseri, svenimenti e addirittura morti sia di animali che di persone, dopo l’incontro con questa donna.

Dai resoconti emerge che, ad esempio, un uomo si sentì male dopo aver mangiato del pane offertogli dalla Dionigia; oppure che una donna iniziò a sentirsi male dopo che la “strega” andò a farle visita.

“Possono essere suggestioni legate forse a qualche ingrediente o additivo nel cibo; dato che da diversi passaggi emergono riferimenti ai pasti – racconta Migliari – però alcuni resoconti devo dire che sono singolari e all’apparenza inspiegabili. Come ad esempio l’episodio di un ragazzo che, tornato dalla casa della Dionigia inizia a sentirsi male; la madre va dalla ‘strega’ e, minacciandola, le ordina di liberare il figlio. Tornata a casa, lo trova inspiegabilmente guarito. Oppure l’episodio di un uomo che, dopo aver incrociato lo sguardo insistente della Dionigia, diventa muto e solo dopo averla minacciata di morte, riuscì a recuperare la parola“.

Ma dai documenti emerge anche un altro episodio ancor più inquietante legato sempre a questa ‘fattucchiera’. Si racconta che tale Giovanna che abitava nella stessa casa della Dionigia, subì una possessione demoniaca e venne liberata solo dall’intervento di un religioso che, facendo alcune domande al demone, quello gli confessò che c’erano altri due demoni con lui e che erano stati invocati durante la notte proprio dalla Dionigia.

Conclude Migliari: “Quella della Dionigia è una vicenda che ha attirato subito la mia curiosità; soprattutto perché pochi potrebbero pensare che in una valle come la nostra si siano svolti eventi del genere. Non so ancora come sia finito il processo, dato che i verbali sono custoditi all’archivio Diocesano di Milano. Devo dire però che queste testimonianze e il resoconto dell’esorcismo sono particolarmente affascinanti e arricchiscono la storia del nostro territorio, già ricco di misteri. E poi, casualmente, ho scoperto che due dei testimoni erano miei avi”.

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