Caravate | 25 Novembre 2021

Caravate, “Rivestirsi per rinascere”

Domenica scorsa ben quattro ragazzi hanno indossato per la prima volta il tipico abito nero passionista. Il racconto di Sandra Torretta

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(A cura di Sandra Torretta) Domenica 21 novembre, durante la S. Messa nel santuario dedicato a Santa Maria del Sasso in Caravate, si è svolta la vestizione dei novizi passionisti. Quest’anno ben quattro ragazzi hanno indossato per la prima volta il tipico abito nero passionista, però senza il simbolo della congregazione, che verrà loro consegnato solo alla fine dell’anno di noviziato, a settembre 2022.

La celebrazione eucaristica è stata presieduta da padre Rosario Fontana, che già l’anno scorso aveva vissuto con noi la vestizione di altri tre novizi. Presenti, oltre al maestro dei novizi e superiore del ritiro di Caravate padre Marco Panzeri, il vice Maestro padre Pasqualino Salini, padre Salvatore Viola, padre Roberto Cecconi e padre Leonello Leidi.

Una grande riunione di famiglia, che ogni anno si rinnova il 21 novembre, data che ricorda la vestizione da parte del suo vescovo, Mons. Gattinara, (ben trecento anni or sono!) di san Paolo della Croce, fondatore della Congregazione dei Passionisti.

E’ proprio grazie a quel lontano evento che quest’anno la grande famiglia passionista festeggia il “Giubileo Passionista”, che terminerà il primo gennaio 2022. La vestizione dei novizi, che di solito avviene in forma privata, è  coincisa con la festa di Cristo Re: per questo motivo ha visto la partecipazione dell’intera comunità che frequenta la S. Messa domenicale nel santuario. Presenti anche i parenti dei novizi, Henrique dal Portogallo, Elia e Matteo dalle Marche e Francesco dalla Puglia.

Non capita tutti i giorni di vedere tre giovani che “si spogliano dell’uomo vecchio e si rivestono di Cristo”, che scelgono di appartenere alla Passione di Cristo, anzichè vivere le dinamiche del mondo che ci coinvolgono ogni giorno, dalle quali diciamo di voler fuggire ogni volta, ma che poi non abbiamo il coraggio di abbracciare per intero.

Il Vangelo diventerà per i novizi lo stile di una nuova vita, abbracciata da sempre da tutta la Congregazione Passionista, per fare rivivere la prima comunità apostolica, esempio di vita comunitaria. Una bella sfida per chiunque!

Sono già passati più di due mesi da quando questi quattro ragazzi sono arrivati al convento e, vivendo con loro, si assapora questo stile di vita che già appartiene loro! Ragazzi comuni che si sentono normali, ragazzi coraggiosi che fanno della preghiera la loro forza per assimilarsi a Colui che li sta attraendo a sè, Gesù Cristo.

Sono loro che ci insegnano come si fa a diventare autentici cristiani, con le loro scelte quotidiane. Sono loro che ci ricordano le cose essenziali della vita: trovare la nostra strada, cercare il nostro senso in questo mondo, il nostro Re, rincorrere, mai da soli, la meta della nostra vita. L’annuncio cristiano si può fare in mille modi, l’evangelizzazione non si fa a parole, ma con la vita. Vogliamo ringraziare questi ragazzi che stanno annunciando a pieni polmoni, senza emettere una parola!

Grazie a loro, che con il loro stile di vita e il loro lasciarsi incontrare senza paura, ci hanno permesso di incontrare Gesù Cristo, e grazie anche alle loro famiglie che li hanno accompagnati nella loro crescita e hanno permesso tutta questa meraviglia e, infine, grazie alla famiglia passionista.

Ancora una volta questa è stata un’occasione per conoscere altri volti che hanno abbracciato il carisma della Passione e con cui è nata subito una famigliarità e una intimità uniche, da sperimentare per tutti quelli che ne hanno la possibilità, in ogni luogo dove operano e con ogni mezzo che lo Spirito ci mette a disposizione. Grazie ai Padri che abbiamo incontrato in questa giornata e che porteremo nel cuore, ormai abitato da tanti volti, ma nel quale si trova incredibilmente sempre nuovo spazio.

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