Varese | 23 Novembre 2021

Varesotto, da gennaio rivoluzione per affitti brevi e Airbnb

L'analisi dell'associazione "BBVarese", che sta realizzando un "bugiardino" volto ad illustrare tutti gli aspetti di legge del settore "Casa Vacanza" e "Locazioni"

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A gennaio entrerà in funzione la nuova banca dati del Ministero del Turismo che assegnerà a tutto il settore extralberghiero un numero identificativo unico di livello nazionale. Nella banca dati verranno raccolte e ordinate le informazioni inerenti alle strutture ricettive (Case Vacanze, B&B, Foresterie, Locande, Campeggi ecc.) e delle Locazioni Turistiche, cioè gli immobili destinati alle locazioni brevi.

Queste le informazioni che saranno richieste:

a) la tipologia di alloggio; b) l’ubicazione; c) la capacità ricettiva; d) gli estremi dei titoli abilitativi ai fini dello svolgimento dell’attività ricettiva, della normativa nazionale e regionale in materia urbanistica, edilizia, ambientale, di pubblica sicurezza, di prevenzione incendi, igienico-sanitarie e di sicurezza nei luoghi di lavoro; e) Il soggetto che esercita l’attività ricettiva, anche in forma di locazione breve; f) Il codice identificativo regionale, o il codice alfanumerico assegnato dalla Regione.

Questa banca dati ha la sua origine iniziale da un articolo introdotto nella Legge Regionale 27/2015 ed in seguito dalla vittoria in Cassazione della Regione Lombardia contro il governo giallorosso (PD-M5S), che aveva impugnato l’articolo, peraltro votato all’unanimità dal Consiglio Regionale. In seguito, il lavoro dell’allora Ministro Centinaio e dell’attuale Ministro Massimo Garavaglia hanno portato a centralizzare questa scelta lombarda istituendo il numero unico e la banca dati nazionale.

La nostra regione infatti è stata la prima in Italia a pretendere dagli host che affittano i loro immobili che il CIR (Codice Identificativo di Riferimento) venisse pubblicato su qualsiasi annuncio pubblicitario; ha assegnato alle locazioni questo numero regionale, seguita dopo la vittoria in Cassazione da altre Regioni.

La motivazione dell’introduzione del CIR è dovuta soprattutto all’incapacità dello Stato e della Regione di controllare il fenomeno degli affitti brevi che in 10 anni è cresciuto oltre ogni previsione e quasi sempre oltre il 10% annuo. Nella legge, le Polizie Locali sono demandate ai controlli, ma l’anonimato concesso dalle OTA a chi pubblica annunci sui loro portali, ha reso quasi impossibile eseguirli, se non nei piccoli paesi dove tutti si conoscono.

Per questo, nonostante molti host si siano messi in regola, l’abusivismo turistico nella regione è molto alto come certifica il confronto dei numeri degli annunci presenti sui portali e quelli registrati nella sezione statistica di Regione Lombardia che si occupa di trasmettere i numeri delle presenze turistiche all’Istat.

Il passaggio dal numero regionale a quello statale dovrebbe avvenire quasi automaticamente, ma un grosso scoglio è rappresentato da tutte quelle registrazioni che a causa di intoppi burocratici, principalmente nei Comuni, sono tuttora ferme e non presenti nei database regionali. Insieme alla Questura ed alla Provincia abbiamo spesso avuto modo di verificare che molte strutture, pur essendo regolari, sembravano abusive a causa di questa assenza.

Molto interessante sarà anche l’istituzione del portale nazionale del Turismo nel quale, secondo voci ricorrenti nell’ambiente, potranno essere elencate tutte le strutture del Paese. Speriamo solo che non sia un grande fallimento come quello presentato dall’ex ministro Rutelli col nome www.Italia.it , ora riaperto, per il quale furono stati stanziati ben 45 milioni di euro, di cui 7 per la creazione e la gestione.

Ad oggi, 20 novembre 2021, negli archivi statistici della Regione Lombardia, relativamente nostra Provincia di Varese, sono elencate 140 strutture alberghiere e ben 1122 strutture extralberghiere, con un rapporto di quasi 1 a 10. L’extralberghiero, in questo momento, è diviso in diverse distinte categorie, ognuna della quali ha specifiche leggi e regolamenti da rispettare, disciplinati dalla Legge 27/2015 e dai successivi regolamenti applicativi, modifiche, revisioni, nuovi articoli e quant’altro.

Questo l’elenco varesino:

1. Rifugio di montagna (Alpe Cuvignone)
2. Case per ferie (di tipo clericale)
3. Locazione turistica imprenditoriale
4. Alloggi iscritti REC gestiti in forma imprenditoriale
5. Ostelli per la gioventù
15. Campeggi e aree attrezzate per camper e roulotte
15. Locande
24. Alloggi agrituristici
38. Foresterie Lombarde (affittacamere)
148. Locazione turistica non imprenditoriale
195. Case ed appartamenti per vacanze gestiti in forma imprenditoriale
227. Bed & Breakfast
444. Case e appartamenti per vacanze (NON gestiti in forma imprenditoriale)

“Lascio a voi immaginare quanti posti letto complessivamente possa offrire l’extralberghiero con 1122 strutture che, nella fattispecie non imprenditoriale, non ha avuto NESSUN aiuto ne ristoro da Stato e Regione. La Provincia, che si occupa ancora di alcuni aspetti del Turismo, nel suo sito Vareselandofoturism propone un elenco di strutture regolari aggiornato solo al 3 agosto 2021”.

“Questo limitato elenco potrà darvi un’idea, confrontandolo con quello presente sui portali Airbnb e Booking, di quante strutture abusive esistano ancora nella nostra provincia e di quante Case Vacanza e Locazioni NON espongano ancora l’obbligatorio numero CIR, pur essendo sanzionabile da 500 a 2500 per la Mancanza del CIR nelle pubblicità sui portali, oppure da 2.000 a 20.000 per la mancanza scia o documento inizio attività”.

BBvarese.it è una associazione senza scopo li lucro che si occupa di Extralberghiero dal 2011 e fornisce gratuitamente aiuto a chi deve aprire una nuova struttura oppure se la deve mettere in regola secondo la legge. Possiamo consigliare i nostri futuri soci quale tipologia di struttura è meglio aprire mettendo in relazione 1) l’immobile nel suo stato attuale o nella futura ristrutturazione, 2) come intende poi gestire la struttura in base al suo tempo e il suo reddito, 3) valutare i punti precedenti in base alle leggi regionali e statali.

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Una risposta a “Varesotto, da gennaio rivoluzione per affitti brevi e Airbnb”

  1. Rita Apollonio ha detto:

    Verissimo, gli abusivi sono ancora tanti e auspichiamo che si mettano in regola presto. Negli ultimi anni però, molti non lo erano in quanto il sistema regionale non consentiva di distinguere gli affitti brevi non imprenditoriali dalle case vacanza e dai B&B.

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