L’interesse nei confronti delle scuole di volo continua a crescere. Sono infatti sempre di più i giovani che desiderano diventare piloti e che iniziano ad informarsi per capire quale percorso formativo intraprendere. Tra le realtà di riferimento nel settore si inserisce Urbe Aero, che propone corsi completi in cui la teoria si integra perfettamente con la pratica, in modo da formare adeguatamente gli allievi.
L’organo di riferimento principale, che fornisce tutte le direttive sulla formazione aeronautica ed è anche sede di esame, è l’ENAC, ovvero l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile. Secondo tali basi, occorre ad esempio sapere che, tra i corsi per diventare pilota quello che consente di ottenere l’abilitazione di tipo ATPL prevede che ci si possa iscrivere a 17 anni purché si sia raggiunta la maggiore età quando si dovranno sostenere gli esami sia teorici che pratici.
Dall’ATPL all’UPRT: le caratteristiche di ciascun corso
Il già citato ATPL, che certamente si rivela uno dei più richiesti del momento, si può suddividere in due modalità diverse, a seconda delle proprie necessità e abilita: l’integrato e il modulare. Il primo è l’ideale per chi parte da zero ma vuole ottenere una licenza di volo in non più di due anni, mentre il secondo spesso si aggiunge qualora si renda necessario approfondire taluni aspetti della teoria. Entrambi, ovviamente, prevedono ore congrue di pratica sia nel simulatore che sui velivoli reali.
Successivamente a questi corsi, si possono scegliere percorsi differenti anche secondo le proprie inclinazioni o prospettive lavorative: un corso MPL (ovvero Multi-crew Pilot License) riesce a rispondere in maniera professionale e determinante alla richiesta di personale di svariate aziende aeronautiche, con tempistiche che non superano i 36 mesi totali; il PPL, invece, è rivolto principalmente a coloro i quali desiderino condurre il proprio velivolo, anche se presenti altri passeggeri e può rappresentare una prima fase di studio prima di approfondire le conoscenze con un ATPL.
Per coloro i quali abbiano una licenza commerciale, invece, è divenuto obbligatorio il corso di tipo UPRT che insegna ai piloti ad ovviare a situazioni potenzialmente pericolose che mettono a rischio il mezzo stesso mentre si è in volo. Un corso IR, invece, consentirà al pilota di condurre un aereo anche se la visibilità è così scarsa che occorre affidarsi esclusivamente alla strumentazione di bordo, mentre un MCC fornisce anche strumenti preziosi per gestire un team di piloti e co-piloti.
Come mettere a frutto quanto appreso
Ognuno di questi corsi, ovviamente, ha una fase pratica che si rivelerà fondamentale non solo in quanto richiesta per legge, ma anche perché consente di mettere a frutto le proprie conoscenze e la proattività al momento del bisogno. Se durante la teoria si devono padroneggiare nozioni di fisica, nonché essere a conoscenza si ogni singolo strumento di bordo, nel simulatore di volo ciò dovrà essere dimostrato.
Un istruttore può ricreare condizioni particolari (specie laddove il corso richieda proprio questo) al fine di verificare i tempi di reazione e le mosse dell’aspirante pilota, individuando così eventuali criticità laddove ce ne siano. L’attitudine psico-fisica, infatti, è un fattore fondamentale che può essere discriminante principale per l’ottenimento dell’abilitazione da parte degli organi preposti.
L’ultima tappa della pratica prevede, ovviamente, di mettersi ai comandi della cloche di un aeromobile in affiancamento con il proprio istruttore: di solito si utilizzano mezzi piuttosto nuovi e leggeri, in grado di fornire un valido supporto di pratica allo studente fin nei minimi dettagli della strumentazione di bordo.
Grazie a questa varietà di corsi e alla possibilità di integrarli e combinarli tra loro, ci si possono aprire molteplici possibilità sia a livello nazionale che persino extraeuropeo.
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