Si è conclusa nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 13, la delicata operazione condotta dai vigili del fuoco di Verbania per spostare la cabina tre dell’impianto Stresa Mottarone dal luogo del tragico incidente del 23 maggio scorso, costato la vita a quattordici persone.
Due i viaggi compiuti in elicottero dagli operatori, come previsto. Il primo, mediante l’impiego di un S64, detto anche “gru volante“, mezzo specializzato nel trasporto di carichi pesanti, ha riguardato lo spostamento della parte superiore della cabina, composta dal carrello e dalla testa fusa, già al centro di una prima parte di approfondimenti tecnici – che ora potranno proseguire – finalizzati alla ricostruzione di quanto avvenuto il giorno della strage.
Il secondo viaggio – effettuato con un mezzo più leggero – ha interessato invece la parte inferiore della cabina, cioè quella della vettura vera e propria. La cabina era stata divisa dai vigili del fuoco per facilitare le operazioni di trasporto, precedute inoltre da una lunga fase di preparazione del terreno circostante l’area impervia, dove la cabina si schiantò contro gli alberi dopo un volo di oltre trenta metri in quel drammatico giorno di inizio primavera, uno dei primi di attività per l’impianto, a seguito della riapertura post lockdown.
Sul terreno scosceso, durante tutto il mese di ottobre, quasi senza sosta, i vigili del fuoco hanno provveduto alla rimozione di decine di piante e all’installazione di apposite strutture metalliche e in plastica attorno alla cabina, per scongiurare danneggiamenti durante il trasporto, avvenuto in modo regolare.
A breve il lavoro dei periti nominati nell’ambito dell’incidente probatorio ancora in corso, potranno riprendere le analisi delle componenti presso un magazzino situato in località Fondo Toce, dove le parti della cabina tre sono state trasferite mediante l’impiego di un camion dei vigili del fuoco, subito dopo lo spostamento in elicottero. Entro la metà di dicembre i primi risultati della analisi verranno portati in aula.
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