Luino | 8 Novembre 2021

Luino celebra i suoi Caduti e le Forze Armate: “Simbolo di sacrificio, eroismo e dedizione”

Ieri la cerimonia in occasione del 4 Novembre, con la messa e le commemorazioni dedicate anche al centenario del Milite Ignoto e del monumento di piazza Risorgimento

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“Siamo qui per onorare valori che esaltano la profonda umanità del sacrificio, dell’eroismo, della dedizione, che sono comuni e senza tempo”: con queste parole il sindaco di Luino, Enrico Bianchi, ha voluto sottolineare il significato della celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate svoltasi nella mattinata di ieri, domenica 7 novembre.

Come da tradizione, la cerimonia civile è stata preceduta dalla messa celebrata nella Prepositurale dei SS. Pietro e Paolo da don Giuseppe Cadonà, che ha voluto ricordare la figura del Milite Ignoto e di tutti i Caduti come simbolo di unità, alla quale hanno preso parte diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale – oltre al primo cittadino anche il presidente del consiglio comunale Fabrizio Luglio e il consigliere Paolo Portentoso – delle forze dell’ordine e delle associazioni d’arma e di volontariato della città.

Successivamente la delegazione delle autorità si è portata in piazza Risorgimento dove, grazie anche alle note della Musica Cittadina “M.o Pietro Bertani”, sono stati resi gli onori ai Caduti. Qui il sindaco Bianchi, nel suo discorso, ha voluto ringraziare tutti coloro che “ogni giorno dedicano il proprio impegno per la sicurezza della nostra vita quotidiana: Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Polizia locale che vigilano con silenziosa e paziente professionalità sulle nostre vite anche in mezzo a grandi difficoltà di uomini e mezzi, con grandi sacrifici anche personali” e ricordare non solo il centenario della tumulazione del Milite Ignoto al quale è stata conferita anche la cittadinanza onoraria luinese, ma anche quello del monumento dedicato alla memoria dei Caduti presente nella piazza, anch’esso, da cento anni. Un “monumento che racchiude simbolicamente la capacità della gente di Luino – i nostri bis e trisnonni, i nostri padri – di non arrendersi mai, di operare e sperare in un domani di fraternità per le nuove e future generazioni”.

In realtà quella che vede oggi chi attraversa piazza Risorgimento – come ha raccontato il capogruppo della sezione cittadina degli Alpini Pier Marcello Castelli – non è l’opera originale, realizzata dallo scultore Michele Vedani e raffigurante la Patria e l’Alpino, perché vent’anni dopo la sua posa questa venne smantellata per forgiare granate e cannoni e fu sostituita da una colonna in sasso. Solo nel 1968 venne infine realizzato, dallo scultore voldominese Pietro Zegna, l’attuale monumento. Fu poi nel 1991, nel settantesimo anniversario della posa della prima opera, che l’allora sindaco Carlo Volonté fece apporre sul basamento un epitaffio in ricordo dei Caduti.

Ricordando proprio le parole di Volonté, Castelli ha concluso il suo breve intervento “smentendo il pessimismo del caro Tresa” – il Maggiore degli Alpini Trento Salvi che trent’anni fa immaginava quella cerimonia come un unicum che non sarebbe mai più stato replicato – e manifestando l’impegno “a trasmettere ai posteri quei nobili valori che hanno portato i nostri antenati a realizzare questo monumento” celebrando dunque “la semplice ricordanza e riconoscimento del sacrificio, per trarre auspicio di pace dall’interno dei nostri cuori, dal modo di porci di fronte alla realtà della vita, pronti a dare e a difendere il dovuto mutuo rispetto”.

La cerimonia civile si è poi conclusa al cimitero di Luino dove amministratori, forze dell’ordine e rappresentanti delle associazioni hanno voluto onorare i Caduti percorrendo il viale esterno dove sono collocate le 118 croci in ferro con le targhe bronzee che riportano i nomi dei soldati che hanno perso la vita in guerra e sostando prima alla cappella situata nel complesso monumentale e, infine, al monumento – presente sempre all’interno del camposanto – che ricorda i militari caduti durante il Risorgimento.

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