Si è aperto nella giornata di ieri, presso il tribunale di Varese, il processo per la vicenda della discarica abusiva di Cadegliano Viconago, scoperta dai carabinieri nel gennaio 2020 presso un’area dismessa di proprietà del demanio, posta in prossimità del fiume Tresa a pochi chilometri dal confine con la Svizzera.
Nove le persone coinvolte e accusate di esercizio abusivo della discarica, gestione illecita di rifiuti e invasione di terreni ed edifici. Per la procura gli imputati – sette italiani, un albanese e un turco residenti sul territorio dell’alto Varesotto – sono gli artefici di un giro di smaltimento di materiale edile senza autorizzazione, proseguito per mesi all’interno di una zona abbandonata da tempo e sfruttata senza tenere conto dell’inquinamento e del degrado prodotti con quella attività.
I militari dell’arma indagarono a lungo sui conferimenti effettuati tra la primavera e l’autunno del 2019. Una volta giunti sul posto per il blitz finalizzato al sequestro, scoprirono l’ampia distesa di materiali di scarto – lungo una superficie di circa tre ettari – e la presenza di numerosi animali collocati nell’area. Tra questi anche una trentina di suini.
Durante la prima udienza alcuni degli imputati hanno chiesto di accedere a riti alternativi, tra oblazione e messa alla prova. Per una singola posizione è stato chiesto il patteggiamento. Tre imputati hanno scelto il rito ordinario. L’accusa ha chiesto tempo per valutare l’eventuale derubricazione di alcuni reati, sulla base della specifica classificazione dei rifiuti rinvenuti. Il giudice Alessandra Sagone ha rinviato per le decisioni all’inizio di gennaio.
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