Verbania | 30 Ottobre 2021

Strage del Mottarone, pochi giudici per il processo?

Due pensionamenti imminenti presso il tribunale di Verbania rischiano di minare la tenuta dell'organico in funzione della delicata inchiesta

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Scarseggiano i magistrati al tribunale di Verbania e la situazione attuale rischia di creare delle problematiche in vista del processo per la strage avvenuta lo scorso 23 maggio presso la funivia Stresa – Mottarone.

Le tempistiche sono lunghe, è in corso la fase delle indagini preliminari la cui conclusione è ancora lontana, ma il dibattito su quello che succederà “dopo” è già aperto, come documentato da alcuni articoli pubblicati nei giorni scorsi da diversi quotidiani nazionali, tra cui La Repubblica e Il Dubbio. 

Con “dopo” si intende già gennaio 2022, quando il gip Elena Ceriotti andrà in pensione. Si tratta del giudice a cui è stato recentemente riassegnato il fascicolo dell’inchiesta sulla tragedia della funivia, che era finito subito dopo i fatti nelle mani della collega Banci Buonamici, attraverso un provvedimento bollato come illegittimo dal Csm, che su quelle decisioni ha aperto due procedure disciplinari: una riguardante il presidente del tribunale, Luigi Montefusco, e l’altra proprio il gip Buonamici.

Chi sarà da gennaio il nuovo gip per il caso funivia? La risposta passa da ulteriori avvicendamenti in arrivo al palazzo di giustizia della città lacustre. Anche il presidente Montefusco, al pari di Ceriotti, cesserà la propria attività per accedere al pensionamento, ma con l’inizio di dicembre 2021. Sarà Banci Buonamici ad ereditare la sua posizione, e il tribunale a quel punto potrà contare soltanto su cinque magistrati tra ufficio gip/gup e giudici del dibattimento.

Per quanto riguarda la gestione dell’inchiesta riguardante la funivia, e la relativa riorganizzazione dei ruoli, il numero delle risorse umane disponibili è destinato a stringersi ulteriormente. Banci Buonamici, avendo gestito il fascicolo nella primissima fase dell’inchiesta, fino alla scarcerazione dei principali indiziati (decisione sui cui nelle scorse ore si è pronunciato il Tribunale del Riesame di Torino, accogliendo il ricorso della Procura di Verbania che aveva chiesto il ripristino delle misure cautelari per i tre indagati) risulterà incompatibile per l’assegnazione dei ruoli dopo la chiusura delle indagini.

Resteranno quindi soltanto due giudici e non tre – una volta designati i ruoli di gip e gup – per la formazione del collegio che si occuperà del processo e della fase dibattimentale. Per il terzo posto, stando alle ipotesi formulate al momento, non è escluso il ricorso ad un giudice della sezione civile.

(Foto di copertina dal sito www.vconews.it)

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