La recente chiusura di un negozio di alimentari a Marchirolo ha rilanciato in paese un quesito che da tempo tanti residenti considerano prioritario, guardando al futuro del borgo e più in generale della valle: “Che fine faranno i nostri centri storici?”.
Attorno a questo quesito, Gisela Schröder Artuso, nata in Germania ma marchirolese dal 1976, ha costruito un ambizioso progetto di rilancio, portato in dote al gruppo “Marchirolo Alternativo”, nato dall’esperienza alle elezioni amministrative di Cugliate Fabiasco della lista civica guidata da Max Nicoletti e Marco Gasparini.
L’obiettivo principale del gruppo è puntare alle Amministrative 2022 – che riguarderanno il Comune di Marchirolo – impostando con largo anticipo il dibattito su una serie di temi da portare avanti e sviluppare oltre i confini del paese, guardando all’interesse e ai margini di sviluppo dell’intera valle. E tra questi temi, la riqualifica dei centri storici è in cima alla lista del neonato collettivo civico che vede in Gisela – oltre che una potenziale futura candidata alle elezioni amministrative – la figura ideale per dare concretezza alla questione.
Il motivo è nel piano intitolato “borgo in movimento“, progetto per una start up che si occupi esclusivamente del recupero dei centri storici. Il lavoro è ovviamente in fase di sviluppo ma alcuni paletti sono già stati fissati, come ad esempio il censimento degli immobili in disuso e da recuperare presenti in valle: saranno il punto di partenza per ragionare sul collocamento di nuove realtà commerciali e culturali che garantiscano ai residenti – soprattutto a chi fa più fatica ad allontanarsi dal proprio centro abitato per le commissioni quotidiane – la presenza di servizi essenziali vicino casa. Nell’elenco degli immobili che potrebbero fare da apripista per un piano di valorizzazione dei centri, troveranno posto anche le vecchie abitazioni da ristrutturare.
“Cosa fa la gente senza le piccole botteghe? – aggiunge in conclusione Gisela – I Comuni dovrebbero supportare la rinascita dei centri storici, anche a fronte dei finanziamenti europei che tutti ormai conosciamo, e che arriveranno anche qui. Non dobbiamo lasciarci sfuggire queste possibilità”.
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