Lo avevamo raggiunto non molte settimane fa nella tappa “di casa” del suo viaggio lungo la penisola, con l’attraversamento del lago Maggiore a bordo di una barca a sedile fisso, da Cannobio a Maccagno con Pino e Veddasca: in poco più di un mese da quel giorno, il trentenne besozzese Elia Origoni ha portato a termine il cammino sul Sentiero Italia CAI raggiungendo Lazzaretto di Muggia, vicino Trieste.
Contava di arrivarci entro la prima settimana di ottobre e si può dire che l’obiettivo sia stato effettivamente centrato, dopo 7200 chilometri e 350mila metri di dislivello percorsi esclusivamente a piedi o a remi risalendo lo Stivale dopo esser partito dalla Sardegna nel mese di febbraio.
In agosto era approdato nel Luinese per salire verso Monteviasco, dove possiede una baita di famiglia, e proseguire da lì la sua avventura, di cui ci ha raccontato la genesi e qualche aneddoto (come la valanga che lo ha investito in Emilia Romagna costringendolo a uno stop forzato tra ospedale e fisioterapia).
Quello di Elia Origoni è stato un viaggio letteralmente a impatto zero, con un’attenzione e una sensibilità nei confronti della natura e dell’ambiente che non si è declinata solo nel modo di viaggiare, ma anche in gesti tanto semplici quanto importanti come la raccolta dei rifiuti abbandonati, una piaga che appare davvero troppo diffusa: “È un’esperienza che mi ha arricchito. – ha raccontato il trentenne di Besozzo al quotidiano locale La Prealpina – Ci sono ricordi belli su cui ora avrò modo di riflettere, ma non dimenticherò i tanti ambienti sporchi e gli atteggiamenti di tante persone incivili”.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0