Maccagno con Pino e Veddasca | 28 Agosto 2021

Elia e la sfida dei settemila chilometri: con lo zaino in spalla alla scoperta del “Sentiero Italia”

Il 30enne del Varesotto è partito sei mesi fa dalla Sardegna, lungo l'itinerario nazionale del CAI. Ieri ha raggiunto Maccagno in barca. Il racconto della sua avventura

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Ha detto ai suoi collaboratori che sarebbe stato via per sei o sette mesi; ha raccolto il suo sacco a pelo e pochi altri effetti personali ed è partito.

E’ iniziata così l’avventura di Elia Origoni, trentenne originario del Varesotto, lungo gli oltre seimila chilometri che compongono il Sentiero Italia del CAI, itinerario recentemente riqualificato che attraversa l’intero Paese.

E’ in viaggio da febbraio (Sardegna e Sicilia con tratti in barca a remi e poi via di lunghe camminate su per gli Appennini) e ieri in mattinata il giovane, cresciuto a Vedano Olona e ora residente a Besozzo, ha raggiunto le terre del Verbano, percorrendo la tratta Cannobio – Maccagno con una barca a sedile fisso.

“L’idea risale ad alcuni anni fa, quando il ‘Sentiero Italia’ non era stato ancora riqualificato ma il CAI già parlava del progetto – racconta Elia a Luino Notizie -. Scoprii tutto su internet, per caso, promettendomi che prima o poi avrei preso in considerazione la sfida di affrontare l’intero itinerario“.

Quel momento alla fine è arrivato. “Ho colto i vantaggi dell’essere un libero professionista – aggiunge il trentenne appassionato di trekking – e ho messo da parte i soldi per lo stretto necessario, vale a dire la spesa al supermercato e poco altro. Dormo quasi sempre in tenda ma è capitato di trovare persone disposte ad ospitarmi, anche se le preoccupazioni per il Covid hanno reso questo aspetto più complicato da gestire. Le persone, giustamente, si fidano meno”.

La passione, la forza di volontà e la preparazione fisica fanno da motore lungo un itinerario che non prevede agevolazioni per quel che riguarda il ricorso a veicoli a combustione. Si va con le proprie gambe, osservando la natura nei luoghi in cui offre il meglio di sé. Contemplare il paesaggio che muta è una forma di godimento mentre si macinano chilometri e si scopre l’Italia.

“Non sono mancati gli imprevisti – aggiunge Elia – e in provincia di Reggio Emilia, sotto al monte Pardo, una slavina causata dal troppo caldo mi ha quasi travolto. Mi è costata un ricovero in ospedale di dieci giorni e  poi un mese abbondante di fisioterapia ma mi sono ripreso e sono ripartito, con la fortuna di essere qui a raccontarlo”.

Il lago e le valli del Luinese – dove il CAI Luino ha investito molto nella riqualifica delle tratte locali inserite nel Sentiero Italia, posizionando la segnaletica e rendendole agibili e sicure – sono una tappa importante del percorso, che però è ancora lungo.

A Monteviasco – continua il giovane – ho una baita di famiglia. Mi fermerò per poco, giusto il tempo per riposare qualche ora e fare una doccia. Poi proseguirò verso la Valmarchirolo, Bizzarone, l’alta Valtellina”. Seguiranno il Trentino, il Veneto e il Friuli con il traguardo fissato a Trieste, in montagna: “Conto di arrivarci per la prima settimana di ottobre”.

Per rimanere aggiornati sull’avventura di Elio Origoni lungo il sentiero Italia, visitare il sito www.elioorigoni.com oppure i seguenti profili social: FacebookInstagram.

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