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Italia | 12 Ottobre 2021

Covid, teatri e cinema tornano al 100%: ecco cosa cambia

Riaprono anche discoteche e sale da ballo, al chiuso e all’aperto. Il ministro Speranza: “Ce lo possiamo permettere. Oltre l’80% dei cittadini completamente vaccinato”

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Da ieri, lunedì 11 ottobre, sono entrate in vigore alcune nuove regole varate dal Consiglio dei Ministri relative che fissano un allentamento rispetto alle capienze di alcuni luoghi e la tanto attesa riapertura di attività rimaste chiuse fino a ora per via delle restrizioni in materia di Covid-19.

Si tratta, come ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza ospite al programma di Rai3 Che tempo che fa, di riaperture più ampie rispetto a quelle consigliate dal Comitato Tecnico Scientifico decise “nell’autonomia del Consiglio dei Ministri partendo dalle indicazioni di fondo” fornite dall’organismo in questi ultimi giorni. “Queste riaperture – ha affermato Speranza – ce le possiamo permettere perché siamo in una situazione migliore. Continuo a dire: un passo alla volta, non siamo ancora fuori e dobbiamo studiare le varianti. La Delta è prevalente assoluta. Ci vuole fiducia, ma anche cautela e prudenza”.

Nello specifico, le nuove misure sono riferite a tre ambiti ben definiti. Il primo è quello di cinema, teatri e luoghi di cultura, che possono tornare a ospitare il 100% (e non all’80% come previsto dal Cts) del loro pubblico sia all’aperto sia al chiuso, in zona bianca, con accesso previa presentazione del Green Pass valido.

Riaprono i battenti, invece, le discoteche e le sale da ballo, con una capienza al 75% di quella usuale all’aperto e al 50% al chiuso. In questo caso, oltre al Green Pass per gli utenti, è richiesta alle strutture anche la presenza di impianti di aerazione senza ricircolo dell’aria, per garantire una sicurezza ancora maggiore. Anche in stadi e palazzetti, all’aperto, potrà accedere il 75% del pubblico, mentre al chiuso solo il 60%. La misura varrà sia in caso di manifestazioni sportive sia di altro tipo e anche in questo ambito è previsto l’obbligo di certificazione verde.

“L’obbligatorietà del vaccino è ancora una possibilità, ma in questo momento abbiamo scelto un’altra strategia”, ha dichiarato ancora il ministro della Salute, “quella di provare a contenere il virus attraverso un utilizzo molto largo del Green Pass. I numeri, in questo momento, ci segnalano che la scelta fatta dal Governo ha prodotto risultati molto incoraggianti. Se vediamo i numeri dell’epidemia dell’Italia, negli ultimi due mesi, sono tra i più bassi in assoluto in Europa: abbiamo un RT a 0.83, un’incidenza a 34 casi ogni 100mila abitanti alla settimana, le ospedalizzazioni sono scese. E la campagna di vaccinazione sta andando molto bene: siamo oltre l’80% di persone vaccinabili che hanno completato il ciclo e siamo quasi all’85% di persone che hanno fatto almeno la prima dose”.

Intanto, a partire dal 15 ottobre, entrerà in vigore l’obbligo di certificazione verde per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato, mentre il sottosegretario Andrea Costa ha già annunciato una possibile revisione delle attuali applicazioni all’inizio del 2022, “se i dati dell’epidemia di Covid-19 continueranno a mostrare un trend di miglioramento, ma una valutazione più precisa sarà fatta a dicembre in concomitanza con la scadenza dello stato di emergenza che auspichiamo possa avere termine”.

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