(Foto © Simone Della Ripa) Il traguardo dell’ottantesimo compleanno del professor Angelo Franco Aschei, AFA per gli intimi, nato il 20 marzo 1946, racconta una storia fatta di libri, cinema, memoria e parole. Un percorso umano e culturale che attraversa il tempo con coerenza e profondità, lasciando tracce significative nella comunità.
La sua vicenda si intreccia con quella di Luino e del Lago Maggiore, luoghi che non rappresentano soltanto uno scenario geografico, ma diventano spazio dell’anima, della cultura e della vita condivisa. Un legame forte, costruito nel tempo attraverso esperienze, relazioni e presenza costante.
AFA ha vissuto il proprio percorso come uomo colto e curioso, mantenendo uno stile riconoscibile: quello di un intellettuale che utilizza il sapere non per creare distanza, ma per avvicinarsi agli altri, anche in chiave educativa.
Amante e cultore della materia, esperto di cinematografia e letteratura, lettore attento del passato e del presente, rappresenta per molti una presenza rara, capace di tenere insieme erudizione e umanità, profondità e leggerezza.
Chi ha avuto modo di ascoltarlo sa che il suo racconto non si limita mai a un film, a un libro o a un autore. Ogni intervento diventa occasione per riflettere su noi stessi, sulle nostre capacità di osservare e comprendere, con un’attenzione particolare al rischio di dimenticare.
Attraverso una aneddotica ricca e ironica, AFA è riuscito a coinvolgere chi ascolta, accendendo curiosità e interesse. Il suo modo di raccontare unisce cultura e immediatezza, rendendo accessibili anche i contenuti più complessi.
Resta nella memoria la storica serata al Cinema Teatro Sociale di Luino, oggi “Fo-Rame”, quando, indossando un colbacco autentico reperto sovietico, dimostrò con passione e competenza che “La Corazzata Potëmkin” non è affatto una “cagata pazzesca” alla Fantozzi, ma un’opera fondamentale da comprendere nel proprio contesto storico e artistico.
In quell’occasione emerse chiaramente la sua cifra distintiva: competenza, ironia e capacità di smontare i luoghi comuni senza mai risultare cattedratico, ma sempre coinvolgente e diretto.
La sua ironia, talvolta tagliente, può essere fraintesa da chi non ne coglie il significato più profondo. Si tratta invece di uno sguardo lucido sul presente, capace di evidenziare contraddizioni e superficialità senza mai scadere nella volgarità, ma restando ancorato a cultura e spirito critico.
Il territorio luinese e il lago gli devono molto anche in termini di identità culturale. Non solo per quanto ha fatto e raccontato, ma per il modo in cui continua a essere una presenza autentica, riconosciuta e apprezzata anche nel vicino Canton Ticino.
Nel ricordo di molti resta l’immagine semplice di AFA a passeggio con il suo amato cagnolone, una figura familiare e profondamente umana. In lui la cultura si manifesta come vita vissuta, relazione e condivisione quotidiana.
Nelle scorse settimane AFA ha celebrato il suo ottantesimo compleanno come ospite dell’Istituto RSA Monsignor Comi. Continua a rappresentare una voce libera, una memoria attiva e uno sguardo capace di leggere il presente con intelligenza e ironia.
Il suo insegnamento indipendente ricorda quanto sia importante provare a comprendere davvero le cose, andando oltre le semplificazioni. Un messaggio che resta attuale e che continua a parlare al territorio.
Firmato: un altro Franco.
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