Stresa | 2 Ottobre 2021

Mottarone, decisa la data per la rimozione della cabina. Proseguono le indagini

Le operazioni partiranno l'11 ottobre con l'impiego di un elicottero. Indagini, la procuratrice di Verbania: "Nerini e Perocchio devono tornare in carcere"

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Lunedì 11 ottobre inizieranno le operazioni di rimozione della “cabina tre” appartenente alla funivia Stresa – Mottarone, l’impianto lungo il quale lo scorso 23 maggio hanno trovato la morte quattordici persone a seguito di un drammatico incidente che ha portato la cabina stessa a precipitare nel vuoto, quando mancavano ormai pochi metri alla fine della corsa.

I resti della cabina, dal maggio scorso custoditi nel luogo esatto dello schianto, una zona boschiva particolarmente impervia, situata sotto l’impianto funiviario, verranno prelevati e depositati in un magazzino dove i consulenti, attualmente impegnati nelle attività riguardanti l’incidente probatorio finalizzato a chiarire le cause dell’incidente, potranno continuare le verifiche e le analisi del caso.

La decisione è stata presa nei giorni scorsi a margine di una riunione tra i consulenti delle parti coinvolte. Confermate le modalità già anticipate nei mesi scorsi, durante l’estate: la cabina verrà prelevata utilizzando un elicottero dei vigili del fuoco; per preparare l’area allo svolgimento in sicurezza delle attività verranno rasi al suolo numerosi alberi, circa un’ottantina.

Davanti al tribunale del riesame di Torino, nel frattempo, si è svolta l’udienza riguardante il ricorso presentato dalla Procura di Verbania contro la decisione dell’allora gip Donatella Banci Buonamici (era il 29 maggio scorso) di non convalidare le misure cautelari che avevano portato all’arresto di Luigi Nerini ed Enrico Perocchio, rispettivamente gestore e direttore d’esercizio della funivia. Due dei principali indagati per la strage.

La decisione del tribunale non è ancora stata comunicata ma la procuratrice capo di Verbania, Olimpia Bossi, ha ribadito la necessità di ripristinare la misura, a fronte delle diverse testimonianze fornite da addetti ai lavori sentiti dagli inquirenti (e recentemente anche da un ex dipendente), in merito al fatto che i due indagati fossero a conoscenza delle condizioni in cui viaggiava la cabina; gli stessi, secondo la tesi accusatoria, avrebbero ignorato i rischi per interessi economici.

(Foto di copertina dal sito www.vconews.it) 

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