Alto Varesotto | 29 Settembre 2021

“Stagione dei funghi 2021 ancora al palo nell’alto Varesotto, ecco i motivi”

"Quest'anno gli amati porcini si stanno facendo attendere, ancora nessuna Buttata di fine estate. Qualcuno teme che sia un'annata destinata al fallimento"

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(a cura di Valerio Montonati) Come ho avuto modo di scrivere nel recente articolo su CO2 e cambiamento climatico nel breve inciso sull’attuale stagione micologica, quest’anno gli amati porcini si stanno facendo attendere. La così detta “Buttata” di fine estate – inizio autunno non si è ancora verificata, almeno sulle cime prealpine e sui nostri monti di confine e già, qualcuno, teme che l’annata sia destinata al fallimento ed archiviata tra le peggiori degli ultimi lustri.

Il mio parere è che il freddo e piovosissimo mese di luglio abbia condizionato negativamente la “Maturazione” dei miceli e le poche giornate calde della prima decade di agosto, che pure hanno stimolato la crescita dei porcini d’estate verso ferragosto, non hanno compensato il deficit termico primaverile e di prima estate.

Il calo termico avvertito fin dalla terza decade agostana, il clima fresco di settembre accompagnato dalle abbondanti piogge che non hanno per nulla sovvertito la situazione, hanno solamente confermato le mie previsioni su un consistente ritardo della produzione di questi gustosi prodotti del bosco.

La mia opinione è che la temperatura sia il vero fattore limitante riguardo la fruttificazione dei funghi in generale, argomento che studieremmo volentieri presso il centro micologico dell’alpe Giani di Dumenza qualora riuscissimo ad essere considerati seriamente nei vari programmi di sostegno economico regionale (PSR), europei: Interreg, Alpine Space ed altri ancora nazionali.

A proposito di centro micologico, mi permetto di ricordare il prossimo appuntamento di domenica 3 ottobre per la seconda giornata micologica con breve lezione sul mondo dei funghi, escursione nei boschi circostanti in direzione del “Rifugio Dumenza”, dove appronterò una piccola mostra micologica con quello che riuscirò a trovare in questi prossimi giorni.

Personalmente credo che, se la temperatura non subirà ulteriori bruschi abbassamenti mantenendo punte intorno ai 18/20 gradi nelle ore centrali della giornata, ci siano ancora delle possibilità per una crescita interessante per quanto probabilmente repentina. Insomma, un’ottobrata alla “Romana” sarebbe certamente utile che regalare qualche soddisfazione ai “Fungiatt” più incalliti, come ai cercatori occasionali che si sanno accontentare di qualche bel esemplare.

La panoramica a livello nazionale ha segnalato prima buone produzioni al sud Italia (Sicilia – Nebrodi; Calabria – Sila, Campania), oggi già in calo e, più di recente, Appennino Parmense (con boschi presi d’assalto e sindaci costretti a chiudere al transito le strade di montagna), Garfagnana e centro Italia, mentre la Liguria, a parte alcune zone di levante che hanno prodotto qualcosa recentemente, nicchia come le nostre zone e quelle piemontesi dall’Ossolano all’alto Verbano.

Fuori dai confini nazionali ho notizie scarse: pare che in alcune zone della Romania ne stiano raccogliendo in abbondanza, mentre dei Grigioni ed altre aree famose come Alsazia e Foresta Nera non ho informazioni ma decisamente non le prenderei in considerazione per avventure così distanti.

Per le zone più rinomate delle vicine regioni, devo ammetterlo, la tentazione di organizzare una macchinata e fare un giro in trasferta si sta facendo strada man mano che la stagione avanza anche se queste uscite in luoghi sconosciuti dove, per altro, si pagano (giustificatamente se i fondi vengono poi spesi per la gestione del territorio) fior di permessi, sono in generale ad alto rischio di “Cappotto” dato che non si conoscono i tracciati e le aree più produttive.

Pertanto penso che resterò nell’amato territorio di casa dedicando ancora gran parte del tempo libero in uscite sulle nostre montagne e nei boschi cui sono tanto attaccato e sperando in qualche buona raccolta ma accontentandomi, come minimo, del rilassante ristoro che sanno offrirmi insieme alla visione di camosci e caprioli che simpaticamente si fanno sorprendere ad ogni mia escursione.

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