(A cura di Cesi Colli) Domenica 25 settembre Bedero Valcuvia ha fatto festa per l’annuale ricorrenza della “Madonna del Rosario”. E’ un appuntamento di fede e tradizione, in cui si alternano momenti intensi di preghiera e momenti di festa popolare, anche se quest’anno le limitazioni imposte dal Covid hanno ridimensionato molto la nostra ricorrenza.
La nostra comunità l’ha sempre considerata la festa delle “donne”, cui corrisponde per S. Antonio in gennaio quella degli “uomini”. Per una donna del paese è sempre stato “un onore” raccogliere le offerte. Un tempo c’erano le “consorelle” ed era la priora stessa che aveva il privilegio di bussare a tutte le case. Se fosse stata malata “pagava” qualcun’altra: naturalmente i soldi venivano poi dati alla chiesa!
I bederesi sono molto generosi e tante volte non c’era neppure bisogno di entrare nelle case perché la gente dava spontaneamente la propria offerta. Il Covid ha bloccato anche questa usanza. Oggi le buste con le offerte per sostenere economicamente le necessità della parrocchia sono state consegnate dai fedeli in chiesa.
“Entro per la prima volta nelle vostre case con questa lettera per la festa della Madonna del Rosario, – ha scritto ai suoi parrocchiani il nuovo parroco don Enrico Broggini – da sempre celebrata con fede nella nostra comunità. E’ significativo muovere i primi passi del mio ministero tra voi nel bel nome di Maria. Sia Lei il faro luminoso del nostro cammino, sia Lei il rifugio nei momenti difficili, sia Lei a guidarci tutti al suo Figlio Gesù Cristo”.
Davanti alla statua di Maria, esposta in chiesa, nei giorni di mercoledì 21, giovedì 22 e venerdì 23 settembre, si è svolto il “Triduo”, tre giorni che ci hanno visti raccolti nella recita del S. Rosario meditato, per invocare insieme Maria e chiedere la sua intercessione per le nostre necessità e richieste materiali e spirituali che ogni giorno la vita ci pone innanzi. Molto chiare e istruttive le omelie di don Enrico sulla figura del sacerdote.
Domenica i festeggiamenti si sono aperti alle 10,30 con la S. Messa solenne, con la presenza del sindaco di Bedero Valcuvia, Carlo Galli, che ha poi sottolineato l’importanza per il paese di avere ancora un sacerdote residente. La Messa è stata celebrata da don Valerio Livio – accompagnato dai suoi ex parrocchiani – il nuovo collaboratore per la Comunità pastorale delle parrocchie di Bedero, Masciago Primo, Rancio, Ferrera e Cassano, che avrà la sua residenza nella Casa Parrocchiale di Bedero Valcuvia.
E’ stato significativo che abbia cominciato il suo ministero proprio in occasione della festa di Maria perché c’è una simbolica continuità della sua missione, in quanto era vicario della parrocchia “Beata Vergine del Rosario” a Sondrio. C’è un legame anche con don Enrico, che lo ha seguito all’inizio della sua vocazione e durante il Seminario. Nella sua omelia don Valerio ha ricordato con parole di stima don Stefano, che per tanti anni è stato parroco di Bedero-Masciago. A lui va anche il ricordo affettuoso di tutta la comunità bederese.
La responsabilità di servire cinque parrocchie, anche lontane tra loro, è grande, quindi accogliamo con gioia don Livio, che insieme a don Filippo Macchi (che presto ci lascerà per tornare in missione) e don Siro Invernizzi lavoreranno per creare unione tra le varie comunità e soprattutto per costruirle sul “sì” a una persona, a Cristo, che chiama e invita a stare con Lui. Solo così le nostre comunità saranno un sistema “vivo”, nelle quali sull’interesse individuale prevarrà l’essere insieme e il bene comune.
Prima della S. Messa, i fedeli hanno potuto consegnare i tradizionali canestri, che, benedetti dal parroco, sono stati nel pomeriggio messi all’asta. E’ questa un’usanza tipica della cultura contadina: il dono dei prodotti del campo, infatti, esprimeva il ringraziamento alla Divina Provvidenza per il raccolto. Sempre causa covid, anche questa usanza ha perso un po’ la sua peculiarità: i bederesi non hanno potuto più portare prodotti frutto del loro lavoro, dei loro orti o dei loro boschi, ma solo manufatti comperati e confezionati.
Alle ore 15,00, dopo la recita dei Vespri, la statua della Madonna è stata portata in processione lungo le vie del paese. Maria nel suo andare sembrava voler entrare nelle case per sfiorare tutti con la lievità di una carezza. E noi, con le nostre preghiere e i nostri canti, l’abbiamo ringraziata per esserci sempre vicina con il suo sostegno e le abbiamo confidato le nostre gioie, le nostre sofferenze e le nostre preoccupazioni. Il cielo era tempestoso, ma la pioggia è arrivata solo nell’ultimo tratto della processione.
L’auspicio è che “la festa della Madonna del Rosario” non sia una celebrazione passeggera o sentimentale, ma sia un ritorno a Dio per chi lo ha dimenticato; un ritorno alla preghiera per chi l’ha trascurata; un ritorno ai sacramenti per chi li diserta da tempo; un ritorno alla comunità parrocchiale per chi si è illuso di potere trovare il Risorto in luoghi diversi da quello che Egli ha scelto come sua residenza privilegiata.
© Riproduzione riservata






