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Cugliate Fabiasco | 24 Settembre 2021

Elezioni a Cugliate, quattro domande per il candidato sindaco Giuseppe Iorio

Intervista all'aspirante primo cittadino, capolista di "Cugliate Fabiasco Uniti": "Togliere i giovani dalla strada, riscoprire la socialità, puntare sull'ambiente"

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Giuseppe Iorio, trentanovenne dipendente di una azienda specializzata nel settore della sicurezza antincendio, è il terzo candidato sindaco – dopo Marco Gasparini e l’assessore uscente Angelo Filippini – ad aver intrapreso la strada della campagna elettorale che conduce alle Amministrative di inizio ottobre, con l’ambizione di guidare l’amministrazione comunale di Cugliate Fabiasco da qui ai prossimi cinque anni.

Un’ambizione che nel caso di Iorio coincide con un programma composto in larga parte da proposte legate all’ambiente e alle peculiarità del territorio, da valorizzare attraverso una concezione diversa e rafforzata del volontariato e dell’unione sociale all’interno del paese.

Abbiamo contattato l’aspirante primo cittadino, capolista di “Cugliate Fabiasco Uniti“, per rivolgergli quattro domande incentrate proprio sulle linee guida del suo programma. Di seguito l’intervista.

Nel programma di “Cugliate Fabiasco Uniti” è riservato un ampio spazio ai giovani del paese. Un tema che è presente in vari ambiti della vita pubblica su cui il vostro gruppo civico vorrebbe investire per portare una ventata di novità nel prossimo quinquennio amministrativo. In che cosa si distingue la vostra proposta per le nuove generazioni?

Il nostro obiettivo principale è quello di creare un nuovo spazio aggregativo. Abbiamo pensato ad una struttura vera e propria che non riguarderà soltanto i ragazzi e le ragazze del paese. Darà infatti loro la possibilità di incontrare i nostri anziani per trascorrere del tempo insieme, partecipando ad iniziative di carattere sociale. Uno spazio di condivisione a tutti gli effetti.

Per quanto riguarda la sicurezza, il gruppo di “Cugliate Fabiasco Uniti” ha segnalato una esigenza particolare, riguardante la video sorveglianza. Di cosa si tratta? 

Vivo in paese da tanti anni, così come la quasi totalità dei candidati consiglieri che fanno parte del nostro gruppo civico. Certe problematiche le viviamo in prima persona. Le conosciamo bene. In questo caso la nostra volontà è quella di favorire l’installazione di ulteriori telecamere per la sorveglianza. Quelle attuali non sono sufficienti, soprattutto in riferimento a zone pubbliche frequentate da minori e situate a ridosso delle strade. C’è poi un’altra questione che non deve passare in secondo piano e che non ha senso nascondere. Tanti nostri ragazzi si perdono in strade pericolose che talvolta hanno a che fare con la droga e con lo spaccio. Abbiamo bisogno di definire per loro delle alternative sane, ma serve anche maggior controllo di quelle aree del borgo in cui queste situazioni di pericolo e di degrado si sviluppano. Ecco perché la videosorveglianza è un tema molto importante per noi. Vogliamo aiutare concretamente quelle famiglie che sono alle prese con queste problematiche. La mia candidatura è arrivata all’ultimo ma non è stata casuale. I cittadini mi hanno chiesto di sostenere questo impegno, soprattutto quelli che hanno maggior bisogno di essere aiutati.

Il fatto di abitare in paese da tanto tempo ha permesso ai candidati del vostro gruppo di conoscere dall’interno i tratti sociali della comunità, prendendo parte alla vita pubblica, contribuendo allo sviluppo delle sue varie forme. Cosa manca oggi in termini di aggregazione? 

Manca la collaborazione e un po’ si è perso il senso della tradizione. Alpini, pro loco, banda musicale, parrocchia, protezione civile. Questi gruppi rappresentano l’essenza della nostra comunità. Noi abbiamo intenzione di definire punti di incontro per portare le associazioni fuori dai rispettivi ambiti. Collaborare per la realizzazione di eventi, venirsi incontro a livello organizzativo ed economico per rendere le feste e le occasioni di ritrovo più partecipate e articolate. Questi sono gli obiettivi. Vogliamo provare a stabilire un dialogo nuovo. Fino a qui, questo tipo di dialogo non c’è stato e il nostro paese dopo i duri mesi dell’emergenza non ha ancora ripreso tante delle attività di carattere sociale e aggregativo che c’erano prima, a differenza di quello che è avvenuto e avviene tuttora in molti paesi limitrofi.

Per quanto riguarda l’ambiente, come dovrà muoversi la nuova amministrazione comunale per rivalutare il proprio patrimonio riguardante le aree verdi?

La manovalanza è la chiave, unita alla partecipazione e alla voglia di mettere le proprie qualità e capacità a disposizione del prossimo, nell’interesse collettivo. In molti casi non è necessario stravolgere le casse comunali per dare vita ad opere rilevanti e in grado di migliorare la quotidianità di tutti. Uno dei nostri desideri, rispetto alla valorizzazione dell’ambiente, è quello di creare un bosco incantato, un chilometro di bosco da riempire con sculture artigianali e caratteristiche, da scoprire divertendosi. L’area dovrà essere alla portata di tutti e in collegamento con la pista ciclabile che già attraversa Cugliate e conduce a Cunardo. Diventerebbe uno svago in più per noi abitanti del paese ma anche per i turisti che qui oggi non si fermano perché non ci sono attrazioni.

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