Besano | 24 Settembre 2021

Elezioni a Besano, quattro domande per il candidato sindaco Leslie Mulas

Considerazioni di fine mandato, ambizioni per il futuro, progetti da portare a termine. Il primo cittadino uscente: "Abbiamo fatto tanto, ma ora ci serve altro tempo"

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La consapevolezza degli obiettivi raggiunti e quella di avere ancora tanto lavoro da svolgere in favore della comunità. Parte da qui il progetto di ricandidatura alla guida di Besano da parte del primo cittadino uscente Leslie Mulas.

Classe 1988, capolista di Besano Ideale, l’attuale sindaco ha risposto alle nostre quattro domande riguardanti il programma elettorale del gruppo, il quinquennio che sta per volgere al termine e le ambizioni in vista del futuro, legato ad un patto di fiducia che Mulas spera di poter rinnovare insieme ai cittadini.

Tutto dipenderà dal responso delle urne dopo il voto per le Amministrative del 3 e 4 ottobre. Di seguito l’intervista, per il programma elettorale completo di Besano Ideale, cliccare qui.

La riqualifica del centro storico è un obiettivo presente sia nel vostro programma elettorale che in quello dell’altra lista, guidata dal candidato sindaco Mario Spelta. Quale è la vostra proposta? 

Alla riqualificazione del centro storico abbiamo già dedicato risorse negli ultimi cinque anni. la nostra volontà è quella di continuare lungo il percorso già iniziato. Un percorso preceduto da una situazione di spopolamento purtroppo comune a molti centri storici del territorio. Nonostante ciò, ci siamo impegnati per ammodernarlo e renderlo maggiormente fruibile, investendo anche sul valore estetico di questa parte di paese. Alla manutenzione del museo, che si trova in centro, si sono aggiunti, durante la legislatura, i lavori per la nuova pavimentazione di via San Martino, ora tutta in ciottoli. Vogliamo togliere l’asfalto e continuare con la posa del lastricato anche sulle altre vie. Non è soltanto una questione di decoro, l’investimento economico ci permette di guardare in avanti, considerando che il ciottolato richiede poca manutenzione rispetto agli standard a cui siamo abituati.

Negli ultimi anni, e non solo a causa della pandemia, alcuni importanti servizi, tra cui la banca, sono andati persi. E diverse attività commerciali hanno chiuso i battenti. Si tratta di fattori che non riguardano direttamente il Comune in termini di responsabilità ma il vostro programma elettorale ne tiene conto, allo scopo di ripristinare il prima possibile determinate condizioni riguardanti la quotidianità di chi vive in paese. Con quali modalità intendete intervenire su questo fronte? 

Il Covid a questo proposito ha bloccato una iniziativa per venire incontro ai commercianti fornendo loro l’opportunità di usufruire di fondi per la riapertura di una bottega, per il rilancio di una attività con sede in paese e, più in generale, guardando ai residenti, per l’ammodernamento di facciate, balconi e infissi. Ci siamo dovuti fermare, come detto, contro la nostra volontà. Vogliamo riprendere questo progetto, da attuare investendo sui bandi pubblici. Il tutto va ovviamente considerato per quelle che sono le possibilità di una amministrazione comunale. Ci sono infatti aspetti che non dipendono da noi, e rispetto ai quali possiamo fare ben poco. Penso ad esempio alla crisi economica e quindi alla decisione di un commerciante di mollare la propria attività. Penso, ancora, alle politiche di un istituto bancario che sceglie di chiudere una filiale. Non sono esempi casuali. Nel primo caso, nonostante le criticità portate dalla pandemia, abbiamo voluto fare la nostra parte, scontando con percentuali significative le tasse a carico dei commercianti, nello specifico tari ed imu; nel secondo, nulla abbiamo potuto, nonostante il tentativo di dialogo, a fronte della decisione della banca di chiudere la filiale besanese. In seguito a quella decisione abbiamo però avviato un dialogo con altri istituti, trovando alla fine un’intesa con la Posta per il posizionamento di un nuovo sportello bancomat, che è a tutti gli effetti un obiettivo del nostro programma elettorale.

Capitolo scuole. Certe incognite relative alla pandemia sono indecifrabili ma per quanto riguarda lo sviluppo dei servizi e delle possibilità formative, cosa vede nel futuro degli istituti presenti in paese?

Prima di tutto la continuazione di una politica di investimento nelle scuole già ben avviata. Siamo uno dei pochi paesi che sul territorio possono vantare un’offerta formativa che va dall’asilo alle medie, tra pubblico e paritario. Siamo stati accanto ai nostri istituti per tutti gli ultimi cinque anni. E contiamo di farlo anche per i prossimi cinque. Abbiamo investito più di 100mila euro in opere di riqualifica ed ammodernamento, non solo in funzione dell’emergenza sanitaria e della necessità di riorganizzare gli spazi. Abbiamo creato il doposcuola che cinque anni fa non esisteva, e con il tempo lo abbiamo potenziato, passando da due a tre giorni, fino ad arrivare a quattro giorni alla settimana per questo fondamentale servizio, offerto con prezzo calmierato alle famiglie. Lo stesso servizio soddisfa oggi le esigenze di più di quaranta bambini e dei rispettivi genitori. Abbiamo poi stipulato una convenzione con il sistema paritario, anche questa una novità, per dare dei vantaggi in termini economici alle famiglie residenti che iscrivono i figli presso l’istituto del paese. Il confronto diretto che abbiamo instaurato con le scuole consente oggi a Besano di essere un Comune autosufficiente su tutti e tre i livelli d’istruzione qui rappresentati. Livelli in continua espansione, che senza l’aiuto del Comune non sarebbero cresciuti. Le famiglie oggi sono soddisfatte di quello che la scuola riesce ad offrire loro.

Guardando a questi ultimi cinque anni, quale è la più grande soddisfazione vissuta da primo cittadino, e quale il più grande rammarico? 

La più grande soddisfazione a livello personale è quella di aver dato una precisa identità culturale a Besano. Un’identità che oggi determina l’immagine del paese all’esterno. Siamo arrivati a questo traguardo, per ora soltanto intermedio, investendo nei nostri gioielli: il monte San Giorgio, sito Unesco che ora ha una reale offerta naturalistica pensata per i visitatori e il museo, ammodernato e ingrandito. Se parlo di traguardo intermedio è perché alcuni dei risultati legati ai nostri investimenti arriveranno nel 2023 e riguarderanno anche la riapertura delle miniere, la sistemazione dei principali sentieri che dal paese salgono al monte, la riqualifica del Sasso Caldo, dove è stato scoperto il besanosauro. Cinque anni fa non esisteva nulla, ora abbiamo una immagine turistica da presentare con orgoglio. Per quanto riguarda il rammarico devo dire che non c’è una vera e propria incompiuta rispetto alle linee guida del nostro mandato ora in scadenza. Al di là della pandemia, i meccanismi burocratici pongono limiti talvolta snervanti e in grado di condizionare l’operato delle amministrazioni, anche sulle cose apparentemente semplici. Per questo, ed ecco la vera pecca, non abbiamo potuto fare di più, anche se abbiamo fatto tanto. Ed è per questo che ci serve un altro mandato.

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